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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Teatri di guerra</title><description>Quando la Russia ha invaso l'Ucraina, il 24 febbraio 2022, la quotidianità di milioni di persone è stata spazzata via di colpo. Centinaia di migliaia di ucraini si sono riversati sui confini occidentali e le attività ordinarie del Paese sono cessate di colpo. Anche i teatri hanno interrotto la loro programmazione per convertirsi in rifugi per la gente in fuga. Yeva, Natalia e Yana – tre giovanissime allieve attrici – sono riuscite a raggiungere l'Italia grazie a un progetto intitolato "Stage for Ukraine". Hanno continuato i loro studi qui da noi e hanno imparato l'italiano. Due anni e mezzo più tardi, nel giugno del 2024, hanno compiuto un viaggio a ritroso per raccontare il mondo teatrale ucraino che va avanti nonostante il conflitto. Di cosa parla oggi il teatro in Ucraina? Cosa rappresentano per la popolazione questi spazi che, nonostante tutto, sono rimasti aperti? E cosa significa continuare a fare teatro sotto le bombe? Queste domande sono il filo conduttore di "Teatri di guerra", un podcast realizzato tra Leopoli, Kyiv, Odessa, Chernobyl, Charkiv e Cherson, che racconta gli spazi teatrali ucraini e le vite e le speranze degli artisti che continuano ad andare in scena.  "Teatri di guerra" è un podcast scritto e ideato da Graziano Graziani e Enrico Baraldi, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e da Fandango Podcast, in collaborazione con Dis Film e distribuito da Raiplaysound. Con le voci di Natalia Mykhalchuk, Yana Pavlivska, Yeva Sai e la collaborazione di Francesco Brusa e Karolina Chernoivan. Musiche originali di Olexandr Lakhtiuk. Montaggio e sonorizzazione di Alexandra Genzini.</description><pubDate>Thu, 20 Feb 2025 00:00:02 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/teatridiguerra</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/02/18/1739883737175_Teatri%20di%20guerra-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Uominiesocieta"/><itunes:category text="Uomini e società"/><itunes:category text="Documentari"/><itunes:category text="Storie vere"/><itunes:category text="Original"/><itunes:category text="Teatro civile"/><itunes:category text="Popoli e culture"/><itunes:category text="Teatro"/><itunes:category text="Territorio"/><item><title>1. Leopoli. Il teatro come rifugio</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-1112ec26-5a0d-4a65-b007-2bc4c21c6cb3</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 12:36:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/02/Teatri-di-guerra-Ep01-Leopoli-Il-teatro-come-rifugio-1112ec26-5a0d-4a65-b007-2bc4c21c6cb3.html</link><description>La prima tappa di questo viaggio è a Leopoli. Yeva Sai è una giovane attrice originaria di questa città che, all'indomani dell'invasione russa in ucraina, ha trovato rifugio in Italia. Oggi vive a Milano e fa parte del cast della fiction "Mare fuori". Con lei intraprendiamo un viaggio dall'Italia all'Ucraina e andiamo a conoscere i teatri che, nel febbraio 2022, hanno interrotto le loro programmazioni per funzionare da rifugio e ospitare i tanti ucraini che cercavano di scappare verso l'Unione Europea. Tra questi c'è il Teatro Lesia Ukrainka, diretto dal regista Dmytro Zakhozhenko, un palcoscenico che in epoca sovietica apparteneva alle forze armate e che ora rappresenta un polo di innovazione artistica. Tra una sessione di prova e l'altra Dmytro racconta come il teatro abbia dovuto reinventare il proprio ruolo in un presente di guerra. Al Teatr Lesia incontriamo anche la regista Olha Turutia-Prasolova, che ha lasciato Charkiv perché non riusciva a reggere lo stress degli allarmi aerei, ma dopo una parentesi in Portogallo è tornata nel suo paese per lavorare alla riscoperta degli autori ucraini marginalizzati dal regime sovietico.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=Y0Z1wTrNGUpPpPlussJnBgY74zfCQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>1. Leopoli. Il teatro come rifugio</itunes:title><itunes:summary>La prima tappa di questo viaggio è a Leopoli. 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Al Teatr Lesia incontriamo anche la regista Olha Turutia-Prasolova, che ha lasciato Charkiv perché non riusciva a reggere lo stress degli allarmi aerei, ma dopo una parentesi in Portogallo è tornata nel suo paese per lavorare alla riscoperta degli autori ucraini marginalizzati dal regime sovietico.</itunes:summary><itunes:duration>00:28:56</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/02/18/1739883737175_Teatri%20di%20guerra-2048x2048.jpg</url></image><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode></item><item><title>2. Da Leopoli a Kyiv. Il difficile rapporto con la tradizione russa</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-80cfeae7-5fc5-4dbd-a863-a6ee50b884f6</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 12:36:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/02/Teatri-di-guerra-Ep02-Da-Leopoli-a-Kyiv-Il-difficile-rapporto-con-la-tradizione-russa-80cfeae7-5fc5-4dbd-a863-a6ee50b884f6.html</link><description>Il Teatro Les Kurbas di Leopoli ospita molti giovani attori e operatori. Tra questi c'è Daryna Fedyna, che racconta dell'importanza che il teatro sta avendo per la popolazione: è un luogo dove si può raccontare e riflette su quello che succede. Ma si può anche sostenere attivamente i soldati feriti al fronte con delle raccolte fondi per l'acquisto di protesi. Da Leopoli ci trasferiamo Kyiv, nella capitale, dove incontriamo Natalia Mykhalchuk, che in italiana ha partecipato al progetto "Non tre sorelle" di Enrico Baraldi. Con lei visitiamo uno dei teatri più importanti per la sua formazione di attrice, il Left Bank Theatre, che è anche uno dei palcoscenici più vivi e innovativi della città. Oleg Stepan, attore molto apprezzato, prima di andare in scena ci racconta la storia del teatro e il difficile rapporto con la tradizione russa, un tempo nel repertorio di tutti i teatri ucraini, e oggi vissuta con diffidenza a causa dell'utilizzo propagandistico che ne fa il regime di Putin.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=6huyblVbi31fYW3LX2DOMQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>2. Da Leopoli a Kyiv. Il difficile rapporto con la tradizione russa</itunes:title><itunes:summary>Il Teatro Les Kurbas di Leopoli ospita molti giovani attori e operatori. Tra questi c'è Daryna Fedyna, che racconta dell'importanza che il teatro sta avendo per la popolazione: è un luogo dove si può raccontare e riflette su quello che succede. 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Ma all'inizio hanno potuto farlo soltanto quelli che disponevano di un rifugio antiaereo. Il Left Bank Theatre ha trovato una soluzione accordandosi con un supermercato che si trova sotto l'edificio che ospita il teatro. Ma capire come andare avanti, da teatranti, durante la guerra, non ha a che vedere solo con i regolamenti: significa anche capire cosa raccontare. La nuova drammaturgia sta cercando di farlo, facendo i conti con le storie di guerra, ma non solo. Affrontare il presente significa anche trovare momenti per ridere, sperimentare altri sguardi, altri punti di vista. Così la pensa Natalia, che ci porta a esplorare un piccolissimo spazio che si trova accanto alla residenza presidenziale, il Teatro Zoloti Vorota, dove molti artisti giovani e affermati hanno spazio per sperimentare i propri lavori.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=S6TbWslUgYlzs6vqxySmNQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. Kyiv. 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Oggi il confine Bielorusso, da dove sono entrate le truppe di Putin, è diventata zona militare. Qui, scortati dall'esercito, incontriamo Antonina Romanova, tatara di crimea e soldato non binary. Antonina è una performer e un'attivista lgbtq che si tiene in rete con le altre e gli altri attivisti che hanno scelto di arruolarsi. Intanto a Charkiv, a pochi chilometri dal fronte, la vita continua come possibile, anche a teatro. Nel teatro Puškin, ad esempio, che è in cerca di un nuovo nome dopo le leggi ucraine che impongono di derussificare i luoghi di cultura. O nel teatro delle marionette, dove la direttrice Oksana Dmitriieva spiega perché, nonostante la legge vieti di fare spettacolo in città a causa dei rischi legati ai bombardamenti, il loro teatro, dedicato soprattutto ai bambini, abbia deciso comunque di andare avanti.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=3GssSlash1Qs95YTTPsFdTMuERFQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>4. Chernobyl e Charkiv. Fare teatro al confine</itunes:title><itunes:summary>Chernobyl è stata la prima località conquistata dall'avanzata delle truppe russe. Oggi il confine Bielorusso, da dove sono entrate le truppe di Putin, è diventata zona militare. Qui, scortati dall'esercito, incontriamo Antonina Romanova, tatara di crimea e soldato non binary. Antonina è una performer e un'attivista lgbtq che si tiene in rete con le altre e gli altri attivisti che hanno scelto di arruolarsi. 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Dalla lirica alle bombe</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-3b592bf5-f0ac-4d26-adeb-d5a29d043215</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 12:40:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/02/Teatri-di-guerra-Ep05-Odessa-e-Cherson-Dalla-lirica-alle-bombe-3b592bf5-f0ac-4d26-adeb-d5a29d043215.html</link><description>Il Teatro dell'Opera di Odessa è uno dei simboli della città: le foto del palazzo barocco fortificato con i sacchi di sabbia hanno fatto il giro del mondo. Qui incontriamo Enrico Copedè, un organizzatore teatrale italiano che vive in Ucraina. Con lui esploriamo il teatro che si appresta a ospitare una serata dedicata alla lirica italiana, che sta diventando una risorsa per la programmazione dal momento che i balletti classici russi non possono più andare in scena. Una scelta problematica per il mondo dell'arte, fatto di scambi e collaborazioni, ma che testimonia il trauma dell'invasione. Diversi chilometri più a est, a Cherson, sul Dnipro, Oleksandr Kniga, regista e direttore del teatro cittadino, ci racconta la sua storia: arrestato dai soldati russi durante l'invasione, si è opposto alla proposta di tenere aperto il teatro e collaborare con loro. Oggi invece ha riaperto il teatro e le attività proseguono, nonostante le bombe e i colpi di mortaio.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=sbKmu1wlbSMQchYZFcl6lgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>5. Odessa e Cherson. Dalla lirica alle bombe</itunes:title><itunes:summary>Il Teatro dell'Opera di Odessa è uno dei simboli della città: le foto del palazzo barocco fortificato con i sacchi di sabbia hanno fatto il giro del mondo. Qui incontriamo Enrico Copedè, un organizzatore teatrale italiano che vive in Ucraina. 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Fare i conti con la paura</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-13188c67-6fd6-4707-8101-809ea75d4324</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 12:40:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/02/Teatri-di-guerra-Ep06-Fare-i-conti-con-la-paura-13188c67-6fd6-4707-8101-809ea75d4324.html</link><description>Yana Pavlivska è la voce che accompagna tra Cherson e Odessa. Yana è originaria di Nova Kakhovka, città che durante la guerra ha subito il disastro ambientale dovuto alla distruzione della diga da parte dell'esercito russo. Yana studiava recitazione a Kyiv ed è fuggita in Italia all'indomani dell'invasione. È rimasta per un anno a Venezia ma poi ha deciso di tornare in Ucraina. Non riusciva a vivere una realtà scissa: da un lato il presente normale di un'accademia teatrale in un paese occidentale, dall'altro le notizie di ciò che sta avvenendo a casa tua. Tornare in Ucraina ha significato fare i conti con le proprie paure, superarle per restare in contatto con se stessi. Anche per questo ha deciso di indossare un giubbotto antiproiettile e accompagnarci a Cherson, a soli quattro chilometri dal fronte, dove Oleksandr Kniga e la sua squadra di lavoro continuano a lavorare soprattutto per i tanti bambini che, come una buona parte della popolazione adulta, non hanno mezzi per lasciare la città.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=DDtDw1hqrHPjLACRcQvLVQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>6. Fare i conti con la paura</itunes:title><itunes:summary>Yana Pavlivska è la voce che accompagna tra Cherson e Odessa. Yana è originaria di Nova Kakhovka, città che durante la guerra ha subito il disastro ambientale dovuto alla distruzione della diga da parte dell'esercito russo. Yana studiava recitazione a Kyiv ed è fuggita in Italia all'indomani dell'invasione. 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