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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Rabbia 3.0</title><description>Per mezzo secolo mi sono crogiolata nel ruolo di vittima. "Non è colpa mia" o "E' tutta colpa mia" erano i mantra del mormorio mentale. Poi, ho capito che la rabbia m'informa non su cosa provo ma su come guardo e che, indicandomi cosa degli altri mi dà fastidio, mi svela cosa di me non riesco a vedere. Io sono Federica Mura e questo è Rabbia 3.0, un podcast Original RaiPlay Sound, realizzato con Luca Franco.  Siamo convinti che siano gli altri a farci arrabbiare, offenderci, farci male, ma gli altri non hanno questo potere, hanno la capacità di darci l'occasione per vedere che cosa si attiva in noi, qual è la ferita che ci fa "scattare". Quando ci arrabbiamo tendiamo a portare tutta la nostra attenzione, e dunque la nostra energia, verso l'esterno e, senza esserne consapevoli, ci indeboliamo. E quando diamo la colpa agli altri stiamo perdendo un'occasione per assumerci la nostra responsabilità che altro non è che "la capacità di dare risposte agli eventi" come ci spiega l'insegnate di yoga Alessandra Lakshmi Siliquini. L'emozioni, che anche la filosofia sta rivalutando, sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se s'impara a comprenderne il linguaggio. Non informano su cosa vediamo, ma su come guardiamo. La rabbia come tutte le emozioni è ambivalente può essere distruttiva, violenta, può devastare, interrompere, sconvolgere la ragione e sfociare in odio, quando punta a eliminare l'avversario o trasformarsi in grinta, quando attraverso il suo stimolo si esprime lo scontento per una situazione avvertita come ingiusta. In particolare, la rabbia apre due strade: la violenza o la creatività.  A noi la scelta… Sono intervenuti: Daniel Lumera, Daniele Novara, Andrea Pietrangeli, Alessandra Lakshmi Siliquini, Bruno Lomele, Ilaria Savoca Corona, Manisha Isabella Bregni, Paola Giacomoni, Chiara Valerio, Carlo D'Ammassa e Lama Michel Rinpoche. Rabbia 3.0 è un podcast Original RaiplaySound ideato e scritto da Federica Mura, realizzato con Luca Franco, direttore artistico Andrea Borgnino, sound design Roberta Ginocchio, editor Arianna Biagi, responsabile di produzione Giulia Giannuli.</description><pubDate>Thu, 13 Nov 2025 00:00:26 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/rabbia30</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/11/06/1762435184102_Rabbia%203.0-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Costume e società"/><itunes:category text="Intrattenimento"/><itunes:category text="Original"/><itunes:category text="Serieaudio"/><itunes:category text="Storie vere"/><item><title>1. Cantami o Diva (introduzione alla rabbia)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-6aeb0715-43ec-45fe-b5f1-94fd63d5d114</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:36:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Rabbia-30-S1E1-Cantami-o-Diva-introduzione-alla-rabbia-6aeb0715-43ec-45fe-b5f1-94fd63d5d114.html</link><description>Menin (μῆνιν da μῆνις) che significa "ira" in greco, è la prima parola scritta da Omero nell'Iliade. È la rabbia a mettere in moto il pensiero occidentale. Sul "Noi (buoni) contro loro (cattivi)" è stata scritta la storia della letteratura e forse dell'umanità. Avere qualcuno contro cui combattere sembra essere un bisogno umano universale. Ogni tempo e ogni luogo, ogni guerra costruisce il suo, trova il contenitore di quel male che ci abita dentro ma che preferiamo proiettare all'esterno. Parafrasando il mistico Sadguru possiamo affermare che esistono persone gioiose e persone infelici ma non ci sono persone buone e persone cattive. Tutte oscillano. Anche perché nel momento in cui pensiamo di essere buoni, abbiamo il diritto di distruggere i cattivi. Nel 99,9 per cento dei casi le persone che ci fanno male lo fanno perché stanno male. Possiamo, con questa consapevolezza, rivolgerci all'altro con amorevole compassione? Più facile a dirsi anche perché la rabbia dà dipendenza e sotto sotto ci piace – come ci spiega il monaco buddista Dario Doshin Girolami - ma è una sorta di campanello di allarme: ci dice che la nostra energia non è connessa ai nostri bisogni e, spesso, non siamo neppure consapevoli di quali siano.  Intervistati: Daniel Lumera, Daniele Novara, Andrea Pietrangeli, Alessandra Lakshmi, Bruno Lomele, Ilaria Savoca Corona Repertorio: Nicoletta Gosio, Tg Unomattina, Raffaella Carrà, Stefano Bollani</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=Ox6hTp4hLhpPpPlussIXaQcBSPOfweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>1. 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Possiamo, con questa consapevolezza, rivolgerci all'altro con amorevole compassione? Più facile a dirsi anche perché la rabbia dà dipendenza e sotto sotto ci piace – come ci spiega il monaco buddista Dario Doshin Girolami - ma è una sorta di campanello di allarme: ci dice che la nostra energia non è connessa ai nostri bisogni e, spesso, non siamo neppure consapevoli di quali siano.  Intervistati: Daniel Lumera, Daniele Novara, Andrea Pietrangeli, Alessandra Lakshmi, Bruno Lomele, Ilaria Savoca Corona Repertorio: Nicoletta Gosio, Tg Unomattina, Raffaella Carrà, Stefano Bollani</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/11/06/1762435184102_Rabbia%203.0-2048x2048.jpg</url></image><itunes:duration>00:21:29</itunes:duration><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode></item><item><title>2. Maestronzo (lode al nemico)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-700aa38b-79a8-4941-82fa-44a1060ae02c</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:40:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Rabbia-30-S1E2-Maestronzo-lode-al-nemico-700aa38b-79a8-4941-82fa-44a1060ae02c.html</link><description>La logica del capro espiatorio è millenaria, il nemico sul quale riversare i mali del mondo e le nostre responsabilità perché facciamo fatica ad ammettere di aver sbagliato. Meglio dare la colpa agli altri ma quando sono gli altri a comportarsi da nemici consideriamoli maestri. Sono coloro che facendoci arrabbiare o attivandoci un cosiddetto trigger, ci insegnano qualcosa di noi. Ecco il motivo del titolo un po' irriverente di questa puntata. Il  nemico è il nostro più grande maestro, così è stato soprannominato con una crasi forse non troppo elegante: "maestronzo", ovvero colui che facendoti arrabbiare o attivandoti un trigger, ti insegna qualcosa di te. Le nostre emozioni non c' informano su cosa vediamo, ma su come stiamo guardando. Come ci ricorda il counselor Bruno Lomele noi tendiamo a tirarci una seconda freccia, oltre a quella che ci tira la vita, quella della sofferenza perché, invece di trovare un modo di estrarla, iniziamo a rimuginare. Da qui, non dall'esterno, nasce la sofferenza, quella che il Buddha chiamava "la seconda freccia". Interviste: Alessandra Lakshmi Siliquini, Dario Doshin Girolami, Bruno Lomele, Andrea Pietrangeli, Paola Giacomoni Repertori: Caterina Caselli</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=eIFMdPlB6eTfZL5Y0a972AeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>2. Maestronzo (lode al nemico)</itunes:title><itunes:summary>La logica del capro espiatorio è millenaria, il nemico sul quale riversare i mali del mondo e le nostre responsabilità perché facciamo fatica ad ammettere di aver sbagliato. 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Interviste: Alessandra Lakshmi Siliquini, Dario Doshin Girolami, Bruno Lomele, Andrea Pietrangeli, Paola Giacomoni Repertori: Caterina Caselli</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/11/06/1762435184102_Rabbia%203.0-2048x2048.jpg</url></image><itunes:duration>00:26:41</itunes:duration><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode></item><item><title>3. Non compro! (la rabbia degli altri)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-ec3f9133-8feb-4ead-b5b4-1387b203e6e2</guid><pubDate>Fri, 07 Nov 2025 14:04:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Rabbia-30-S1E3-Non-compro-la-rabbia-degli-altri-ec3f9133-8feb-4ead-b5b4-1387b203e6e2.html</link><description>Qual è il mantra da dire quando uno ci attacca? Non compro! Alziamo le mani e non compriamo! A chi rimane quel dono? A chi la porta. L'antica saggezza cinese ci mostra che certe volte io mi devo accorgere che sono io che sto prendendo il pacco, ovvero la rabbia che gli altri provano a scaricare su di me; nessuno ha il vero potere di passarmela, ci prova, siamo umani. Se facciamo nostra quella rabbia facilmente ci arrabbieremo anche noi. Del resto, la rabbia da' dipendenza, sotto sotto ci piace, perché libera delle sostanze e a livello chimico che permangono anche dopo la fine dell'evento. Una soluzione per non rimuginare è la meditazione, che funziona come "idraulico liquido". Un'altra è il non avere fretta di arrivare alle conclusioni, che sono la parte più effimera della ricerca. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva, come insegna Marianella Sclavi. Interviste: Dario Doshin Girolami, Chiara Valerio, Paola Giacomoni, Andrea Pietrangeli, Daniel Lumera, Carlo D'Ammassa, Manisha Isabella Bregni.Repertori: Gigi Proietti, L'arrotino, Piero Angela</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=OomET7pBpIQTmzRsfpnrTQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. Non compro! (la rabbia degli altri)</itunes:title><itunes:summary>Qual è il mantra da dire quando uno ci attacca? Non compro! Alziamo le mani e non compriamo! A chi rimane quel dono? A chi la porta. L'antica saggezza cinese ci mostra che certe volte io mi devo accorgere che sono io che sto prendendo il pacco, ovvero la rabbia che gli altri provano a scaricare su di me; nessuno ha il vero potere di passarmela, ci prova, siamo umani. Se facciamo nostra quella rabbia facilmente ci arrabbieremo anche noi. Del resto, la rabbia da' dipendenza, sotto sotto ci piace, perché libera delle sostanze e a livello chimico che permangono anche dopo la fine dell'evento. Una soluzione per non rimuginare è la meditazione, che funziona come "idraulico liquido". Un'altra è il non avere fretta di arrivare alle conclusioni, che sono la parte più effimera della ricerca. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva, come insegna Marianella Sclavi. 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Tutti siamo capaci di affermare che una relazione fondata su illusione e pretesa sia una relazione che non può funzionare ma chi ha il coraggio di fondare la relazione su delusione e rinuncia? L'amore dovrebbe essere la condizione previa attraverso cui noi scegliamo e decidiamo e non la conseguenza delle nostre scelte e decisioni, altrimenti andremo incontro a processi di compensazione soggetti a una manipolazione profonda. Cerchiamo l'amore non nelle nostre azioni bensì nell'altro. Così, quando l'innamoramento, che è caratterizzato dagli stessi neuro modulatori delle droghe, passa, come la febbre, ti svegli un giorno e ti dici "ma chi è questo qua?" E ti arrabbi con quella persona perché ti ha deluso, perché non ti fa più sentire quelle stesse sensazioni, oppure gli ormoni cambiano, entrano non più dopamina, noradrenalina, entra l'ossitocina, entra la serotonina, gli ormoni dell'amore che ti portano a una progettualità, a dei valori condivisi, alla protezione, alla familiarità. Così spiega il biologo Daniel Lumera. Intervistati: Bruno Lomele, Andrea Pietrangeli, Daniel Lumera, Paola Giacomoni, Alessandra Lakshmi Siliquini, Dario Doshin Girolami Repertori: Epifanio (Antonio Albanese), Esperanza Descobar (Armando De Razza), Puppe a pera (Francesco Nuti), Franca Leosini, Comizi D'Amore - Pierpaolo Pasolini, Amistade (Fabrizio De Andrè), L'inferno dentro</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=S6xfqBBprp0kfdT0JENEhAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>4. Il Cappio della coppia (la rabbia degli amanti)</itunes:title><itunes:summary>Odiare qualcuno è come ingerire un veleno e sperare che l'altro muoia. L'odio mira a eliminare l'altro, in questo si differenzia dalla rabbia. Tutti siamo capaci di affermare che una relazione fondata su illusione e pretesa sia una relazione che non può funzionare ma chi ha il coraggio di fondare la relazione su delusione e rinuncia? 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Amaro de mamma (la rabbia in famiglia)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-b9755d1a-990e-4f76-972d-9099b6a6e85f</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:40:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Rabbia-30-S1E5-Amaro-de-mamma-la-rabbia-in-famiglia-b9755d1a-990e-4f76-972d-9099b6a6e85f.html</link><description>Secondo Plotino (205-270 d.C.) e secondo molte teorie che si basano sulla reincarnazione, il contesto famigliare sarebbe stato scelto dalle anime prima di nascere. Il maggiore dei filosofi neoplatonici sostiene che, prima di venire sulla terra, noi abbiamo scelto il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita necessari per l'evoluzione della nostra anima. Questo mito, ripreso dal grande psicologo e filosofo James Hillman, è pacificante. Non solo posso perdonare i miei genitori perché rientrano in una mia scelta, ma soprattutto posso dire ai miei figli quando si lamentano che sono stati loro ad avermi scelta con determinate caratteristiche, evidentemente fondamentali alla loro anima per la propria evoluzione! La rabbia, come ogni emozione non nasce da un fatto, ma dalla mia interpretazione di quel fatto; quindi, anche nella gestione dei figli quando arriva la rabbia è la creatività a venirci in soccorso. Lo spiega bene il pedagogista Daniele Novara che illustra alcune strategie di sopravvivenza da mettere in pratica con i figli adolescenti, fra cui la cosiddetta "tecnica del gatto". Intervistati: Daniele Novara, Ilaria Savoca Corona, Bruno Lomele, Alessandra Lakshmi Siliquini, Carlo D'Ammassa Repertorio: Paola Cortellesi, Luca Zingaretti</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=nUOpPpPlusswBssSlashYxHn6Vy3YDoOXaQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>5. Amaro de mamma (la rabbia in famiglia)</itunes:title><itunes:summary>Secondo Plotino (205-270 d.C.) e secondo molte teorie che si basano sulla reincarnazione, il contesto famigliare sarebbe stato scelto dalle anime prima di nascere. Il maggiore dei filosofi neoplatonici sostiene che, prima di venire sulla terra, noi abbiamo scelto il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita necessari per l'evoluzione della nostra anima. Questo mito, ripreso dal grande psicologo e filosofo James Hillman, è pacificante. Non solo posso perdonare i miei genitori perché rientrano in una mia scelta, ma soprattutto posso dire ai miei figli quando si lamentano che sono stati loro ad avermi scelta con determinate caratteristiche, evidentemente fondamentali alla loro anima per la propria evoluzione! La rabbia, come ogni emozione non nasce da un fatto, ma dalla mia interpretazione di quel fatto; quindi, anche nella gestione dei figli quando arriva la rabbia è la creatività a venirci in soccorso. Lo spiega bene il pedagogista Daniele Novara che illustra alcune strategie di sopravvivenza da mettere in pratica con i figli adolescenti, fra cui la cosiddetta "tecnica del gatto". 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Se la parte dominante della cultura segnata dal cristianesimo ha sempre condannato l'ira come uno dei vizi capitali, il pensiero filosofico ha spesso riconosciuto il legame tra ira e giustizia; è possibile pensare a una rabbia giusta, a un'ira giusta. Per esempio, per i Greci, se una persona viene minacciata o c'è una mancanza di rispetto, una forma di ira opportuna e governata è la reazione normalmente attesa e appropriata anche moralmente. Aristotele dice che solo gli schiavi, cioè coloro che mancano del principio di responsabilità individuale non rispondono con ira alla mancanza di riguardo, cioè subiscono l'offesa perché sono passivi. La rabbia come tutte le emozioni è ambivalente può essere distruttiva, violenta, può devastare, interrompere, sconvolgere la ragione non essere di buon consiglio ma nei casi normali se la persona non è costante all'iracondia, l'ira ha buone ragioni perché esprime lo scontento per una situazione avvertita come ingiusta. È invece l'odio che punta a produrre conflitti perché punta non a cambiare ma a eliminare l'avversario. Interviste: Alessandra Lakshmi, Dario Doshin Girolami, Chiara Valerio, Bruno Lomele, Andrea Pietrangeli, Paola Giacomoni, Carlo D'Ammassa Repertori: Variety – Rabbia in musica, Beppe Fiorello, Giovanni Trapattoni, Marco D'Amore</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=zHJ3u3LQDKH1ytOlLVW5YweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>6. Ira pro nobis (la rabbia giusta)</itunes:title><itunes:summary>Chiara Valerio ci racconta cosa sia stata per lei la rabbia da quando era ragazza a oggi e introduce il tema della "rabbia giusta", a lungo studiato dalla professoressa Paola Giacomoni. 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Colpo di grazia (la rabbia gentile)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-36fbd702-cbad-424b-bb31-3be6c6288eae</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:44:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Rabbia-30-S1E7-Colpo-di-grazia-la-rabbia-gentile-36fbd702-cbad-424b-bb31-3be6c6288eae.html</link><description>Lo diceva Esopo: Nessun atto di gentilezza per piccolo che sia è mai sprecato e l'invito a "praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso" è una psico - tendenza. Alcuni terapeuti combattono la "fobia sociale" chiedendo agli adolescenti che ne soffrono di fare piccoli favori e gentilezze nei confronti di amici e familiari, come quando nell'antica Roma si apparteneva alla famiglia, alla stessa gens, da cui la parola gentilezza prende forma. La gentilezza va controcorrente, è una provocazione sociale perché oggi noi creiamo senso d' identità, senso di appartenenza, consenso anche politico, a partire dall'utilizzo della violenza, viceversa la gentilezza crea consenso e nucleo, a partire dalla capacità nel prenderti cura dell'altro, nell'includerlo, nell'assisterlo, nel farlo crescere, nell'amarlo. Abbiamo bisogno fisiologico, sociale, individuale, relazionale di gentilezza, ma viviamo in un momento storico in cui viene giustificata la violenza verbale, economica e fisica come principio di autoaffermazione. Possiamo influenzare il nostro benessere e quello degli altri già a partire dalle parole che scegliamo di usare. In quest'ottica una corretta gestione della rabbia, e un corretto uso delle parole, forniscono l'occasione per esprimere i nostri bisogni in maniera creativa e funzionale. Interviste: Daniel Lumera, Dario Doshin Girolami, Andrea Pietrangeli, Carlo D'Ammassa, Paola Giacomoni, Daniele Novara, Alessandra Lakshmi Siliquini, Lama Michel Rinpoche, Bruno Lomele Repertori: Guido Stratta, Stefano Bollani, Giancarlo Ratti</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=W1s8qoLcLTv09TpPpPlusse3mSO5AeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>7. Colpo di grazia (la rabbia gentile)</itunes:title><itunes:summary>Lo diceva Esopo: Nessun atto di gentilezza per piccolo che sia è mai sprecato e l'invito a "praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso" è una psico - tendenza. Alcuni terapeuti combattono la "fobia sociale" chiedendo agli adolescenti che ne soffrono di fare piccoli favori e gentilezze nei confronti di amici e familiari, come quando nell'antica Roma si apparteneva alla famiglia, alla stessa gens, da cui la parola gentilezza prende forma. La gentilezza va controcorrente, è una provocazione sociale perché oggi noi creiamo senso d' identità, senso di appartenenza, consenso anche politico, a partire dall'utilizzo della violenza, viceversa la gentilezza crea consenso e nucleo, a partire dalla capacità nel prenderti cura dell'altro, nell'includerlo, nell'assisterlo, nel farlo crescere, nell'amarlo. Abbiamo bisogno fisiologico, sociale, individuale, relazionale di gentilezza, ma viviamo in un momento storico in cui viene giustificata la violenza verbale, economica e fisica come principio di autoaffermazione. Possiamo influenzare il nostro benessere e quello degli altri già a partire dalle parole che scegliamo di usare. In quest'ottica una corretta gestione della rabbia, e un corretto uso delle parole, forniscono l'occasione per esprimere i nostri bisogni in maniera creativa e funzionale. Interviste: Daniel Lumera, Dario Doshin Girolami, Andrea Pietrangeli, Carlo D'Ammassa, Paola Giacomoni, Daniele Novara, Alessandra Lakshmi Siliquini, Lama Michel Rinpoche, Bruno Lomele Repertori: Guido Stratta, Stefano Bollani, Giancarlo Ratti</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/11/06/1762435184102_Rabbia%203.0-2048x2048.jpg</url></image><itunes:duration>00:24:24</itunes:duration><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode></item></channel></rss>