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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Mondi lontanissimi. La radio di Franco Battiato</title><description>Nel corso della sua lunga e straordinaria carriera, Franco Battiato è stato protagonista di numerose interviste ed esibizioni dal vivo andate in onda sulla radio e sulla televisione di Stato. In questo mare di materiali, conservati negli archivi Rai, siamo annegati per diversi mesi. Tornando in superficie, abbiamo cercato di attraversarli di nuovo con leggerezza, avvistando da lontano i molteplici "mondi" di Battiato, come del resto ha fatto lui nei suoi interventi, sempre con allusioni, spesso con ironia.  Ascoltandolo in questi frammenti, possiamo intravedere le tante facce della sua vita e della sua opera, la molteplicità dei suoi interessi, la profondità di certe sue intuizioni, tutti elementi disseminati anche nelle canzoni, tra citazioni colte e diversi livelli di lettura.  A partire dai ricordi dell'infanzia siciliana, attraverso le varie fasi della propria carriera artistica e gli "incontri" che gli hanno cambiato la vita, Battiato offre un racconto ricco di avventure dello spirito e di viaggi in oriente, ma anche di tenerezza e di ironia. Selezione, editing, cura: Edoardo De Falchi. Direzione artistica: Andrea Borgnino</description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:43:38 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/mondilontanissimilaradiodifrancobattiato</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/12/02/1764673044389_MONDIL1.JPG</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Documentari"/><itunes:category text="Italiano/a"/><itunes:category text="Monografico"/><itunes:category text="Musica"/><itunes:category text="Musica elettronica/elettro pop/techno house"/><itunes:category text="Original"/><itunes:category text="Programmi d'archivio"/><item><title>1. La crisi</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-9e9462cf-0b87-4916-bed6-d8c3274a4315</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:52:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Mondi-lontanissimi--la-radio-di-Franco-Battiato-9e9462cf-0b87-4916-bed6-d8c3274a4315.html</link><description>Battiato nasce il 23-3-1945 a Jonia (poi divisa in Giarre e Riposto), in provincia di Catania. All'età di 7 anni la passione per la musica lo spinge a studiare pianoforte, ma ahimé dura solo un anno, perché il calcio prende il sopravvento. A 12 anni, dopo aver visto un film di Elvis Presley, inizia a imparare la chitarra e forma un complessino, con cui si esibisce ad Acireale, guadagnando 13mila Lire. A 18 anni va a Milano, dove inizia la carriera di musicista. Mentre è auto ironico nelle ospitate dal conterraneo Fiorello, è perfino severo quando racconta i suoi esordi: "Ero un giovane completamente impreparato. (…) E non c'era vocazione ma solo tensione ad affermarsi". Il primo singolo ufficiale, "La torre", segna la prima apparizione televisiva, il 1º maggio 1967 nel programma "Diamoci del tu", condotto da Giorgio Gaber e Caterina Caselli. Con il secondo, "E l'amore", partecipa a "Settevoci", e vende oltre 100.000 copie. Proiettato nei festival di musica leggera ("Disco per l'estate"), Battiato entra in crisi, una crisi che descrive come 'straniamento'. Vuole abbandonare la musica, ma poi decide di rivolgersi verso altri mondi musicali. Mondi lontanissimi, come la musica elettronica di sperimentazione. Da qui parte la sua carriera. All'inizio degli anni 70 pubblica (per l'etichetta Bla Bla) "Fetus" e "Pollution", ispirati al romanzo "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley. L'influenza del musicista contemporaneo Karlheinz Stockhausen, l'uso dei primi sintetizzatori, ma anche di registrazioni ambientali come quella dei bambini che giocano, sono raccontate da Gianluigi Pezzera, che collaborò a quelle registrazioni, in un documentario di Ivan Carozzi per "Tre Soldi". Nel '72, con il gruppo "Battiato Pollution", esegue i brani "Energia" e "Meccanica", nel programma tv "A tutto pop". Approfondendo gli studi, si dedica al piano, alla notazione classica, all'armonia, al contrappunto e all'orchestrazione, per poter essere considerato un musicista anche in senso tradizionale.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=b6rbpPpPlussagv68aTlvCeCm7ssSlashsQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>1. La crisi</itunes:title><itunes:summary>Battiato nasce il 23-3-1945 a Jonia (poi divisa in Giarre e Riposto), in provincia di Catania. 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Vuole abbandonare la musica, ma poi decide di rivolgersi verso altri mondi musicali. Mondi lontanissimi, come la musica elettronica di sperimentazione. Da qui parte la sua carriera. All'inizio degli anni 70 pubblica (per l'etichetta Bla Bla) "Fetus" e "Pollution", ispirati al romanzo "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley. L'influenza del musicista contemporaneo Karlheinz Stockhausen, l'uso dei primi sintetizzatori, ma anche di registrazioni ambientali come quella dei bambini che giocano, sono raccontate da Gianluigi Pezzera, che collaborò a quelle registrazioni, in un documentario di Ivan Carozzi per "Tre Soldi". Nel '72, con il gruppo "Battiato Pollution", esegue i brani "Energia" e "Meccanica", nel programma tv "A tutto pop". 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In un concerto trasmesso da Radio2 nel 2004, in occasione della promozione di "Dieci stratagemmi", per "Radio2 Milano in concert", suona in compagnia dei Krisma (ascoltiamo parti da "23 coppie di cromosomi"). Sempre in radio, coinvolto da Fiorello nelle sue trasmissioni, Battiato diverte e si diverte, in un gioco che diventa spesso esilarante. "Gli uccelli" (esecuzione di New York). Sul palco di Radio2 sale anche un acclamato Manlio Sgalambro, per accompagnare Battiato in "La porta dello spavento supremo". Battiato parla della sua collaborazione con Manlio Sgalambro, ma anche di quella con Gesualdo Bufalino. "Tra sesso e castità" (Radio2 Milano in concert). In qualche strano modo, a queste sue collaborazioni va aggiunta quella con Fiorello, con cui dà vita a diversi sketch di grande successo.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=dS56NGGhy246ssSlashExOFpZoRgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>7. 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"Ma è impossibile non fare politica", dice, spiegando poi che il suo ideale è "vicino all'idea dell'antico Egitto, quando si riunivano tre cose in una, la regalità, la legislatura e la religiosità. Oggi sono tutte divise, e malamente". Corrado Augias gli fa gentilmente notare che sta mettendo un po' in discussione i fondamenti dello Stato moderno e le rivoluzioni fatte proprio per dividere quei poteri. A Fabio Fazio che gli chiede cosa gli abbia insegnato l'esperienza, del 2013, come assessore, Battiato risponde: "Una cosa l'ho imparata: che… non si può fare niente". Ma il suo impegno emerge in occasioni come l'iniziativa umanitaria culminata nel concerto a Baghdad, nell'Iraq distrutto dalla guerra. "Vedevo tantissime persone che piangevano come bambini e … mi strozzò questa cosa". L'incontro con Manlio Sgalambro è raccontato nell'intervista a Gianni Minà, in cui sono entrambi ospiti. Durante il concerto a Noto, il filosofo aveva letto il suo testo dal prologo dell'opera "Il cavaliere dell'intelletto". "Là dove domina l'elemento insulare, è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente d'inabissarsi." Solo nell'arte è possibile una salvezza, sembra dire il filosofo, che, a proposito di musica leggera, scrive che "una canzone vive quanto un insetto", come ricorda Fazio. Il multiculturalismo di Federico II è centrale per Battiato. Ma nei suoi brani più acclamati torna soprattutto l'ambiguità (tra sacro e profano). Nel caso de "La Cura" è Battiato stesso a parlare di ispirazione. Il misticismo è stato di grande conforto anche negli ultimi anni: "Ho navigato, a volte con le onde alte, a volte con la calma, e credo che ce l'ho fatta". "E dove la porterà questo viaggio? Nella musica?" "È vero, so dove andare". "Summer on a solitary beach".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=dXZkxutk98E6cDpPpPlussMrQD1iweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>8. Tra sacro e profano</itunes:title><itunes:summary>"Povera patria" (1991), racconta Battiato, nasce da uno sdegno viscerale. Le sue incursioni nella politica sono state rare. "La musica è una scienza che si occupa di altro. Dovrebbe stare lontana da questi giochi quotidiani". "Ma è impossibile non fare politica", dice, spiegando poi che il suo ideale è "vicino all'idea dell'antico Egitto, quando si riunivano tre cose in una, la regalità, la legislatura e la religiosità. Oggi sono tutte divise, e malamente". Corrado Augias gli fa gentilmente notare che sta mettendo un po' in discussione i fondamenti dello Stato moderno e le rivoluzioni fatte proprio per dividere quei poteri. A Fabio Fazio che gli chiede cosa gli abbia insegnato l'esperienza, del 2013, come assessore, Battiato risponde: "Una cosa l'ho imparata: che… non si può fare niente". Ma il suo impegno emerge in occasioni come l'iniziativa umanitaria culminata nel concerto a Baghdad, nell'Iraq distrutto dalla guerra. "Vedevo tantissime persone che piangevano come bambini e … mi strozzò questa cosa". L'incontro con Manlio Sgalambro è raccontato nell'intervista a Gianni Minà, in cui sono entrambi ospiti. Durante il concerto a Noto, il filosofo aveva letto il suo testo dal prologo dell'opera "Il cavaliere dell'intelletto". "Là dove domina l'elemento insulare, è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente d'inabissarsi." Solo nell'arte è possibile una salvezza, sembra dire il filosofo, che, a proposito di musica leggera, scrive che "una canzone vive quanto un insetto", come ricorda Fazio. Il multiculturalismo di Federico II è centrale per Battiato. 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Per evitare la leva, racconta a Gianni Minà in un'intervista del 1997, tenta la tecnica dell'iper-ossigenazione, per simulare degli svenimenti. Il trucco purtroppo era noto. A Minà racconta anche dei suoi studi sulla voce frontale. "Quando avrai 40 anni non potrai più fare il musicista pop" lo consigliava Stockhausen: "Invece non è così, fortunatamente". Però segue un altro consiglio e studia la notazione classica. Collabora con musicisti classici e conosce, tramite Antonio Ballista, il violinista Giusto Pio. Il mondo della musica 'di ricerca', di album come "Clic" e "L'Egitto prima delle sabbie" adesso comincia a essere sentito come una gabbia. Di nuovo Battiato decide di cambiare universo sonoro e linguaggio. Torna alla canzone, e il successo arriva nel '79, con "L'era del cinghiale bianco". Ascoltiamo alcuni frammenti tratti da un live del 1981, tra cui «Up patriots to arms", in cui risuonano le famose parole "Engagez-Vous. La musica contemporanea mi butta giù» e poi, in chiusura di puntata, "L'era del cinghiale bianco". In un'intervista dell'epoca, tuttavia, Battiato nega le divisioni schematiche tra generi musicali, tra musica leggera e musica contemporanea. Non si tratta di "fasi che ha attraversato": canzoni e musica seria (da non chiamare 'sperimentazione'), sono mondi paralleli molto meno lontani di quanto possa sembrare. "Battiato, la tua è musica o canzone, come possiamo chiamarla?" gli viene chiesto. "Tutte e due. È musica che diventa canzone e canzone che diventa musica".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=RdqUA4ssSlashssSlashKl1QnAnFvCR4KgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>2. I consigli di Stockhausen</itunes:title><itunes:summary>"Fetus" arriva nel momento in cui Battiato deve partire per il militare. 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Sulle biciclette verso casa</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-d2cda255-eda5-4420-a42c-48f009636dcc</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:56:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Mondi-lontanissimi-La-radio-di-Franco-Battiato-d2cda255-eda5-4420-a42c-48f009636dcc.html</link><description>"Poi ricordo anche che quando ero bambino, la maestra in estate ci dava ripetizioni nel suo cortile". Il tema dell'infanzia felice, in una Sicilia "tribale" torna nelle interviste nel corso del tempo. Il padre, descritto come "gallo fuori e lamenti a casa", era contrario alla sua carriera musicale. Battiato racconta il contrasto tra la vita libera e tribale dei ragazzi fuori casa e la disciplina imposta in casa, e la grande distanza tra le generazioni. Ricordi d'infanzia sono presenti in "Mesopotamia", e soprattutto in "Stranizza d'amuri" (ascoltiamo parti di questi brani dall'esecuzione dal vivo a Noto nel 1996). Pur non concedendo mai troppi dettagli autobiografici, ha parlato varie volte di amore e perfino di sesso, dichiarandosi attratto da un "eros non da tensione o da lotta, ma da abbandono". Racconta che in questo senso le "zingare del deserto", incontrate in Egitto, sono state per lui una rivelazione, insieme all'incontro con l'Oriente. Ma un'altra rivelazione fondamentale è avvenuta quando aveva 9 anni, durante una Domenica delle Palme: "una specie di trasporto metafisico e mistico senza precedenti, rivelatorio di una dimensione altra". E anche "la musica, quando è riuscita e quando è ad alti livelli, è una dimostrazione indiscutibile dei mondi soprasensibili, di questi mondi perfetti, che abbiamo sopra le nostre teste". Ma sono sempre importanti i viaggi semplicemente "geografici". Il nomadismo è come i venti, che consentono di cambiare il punto di vista, di osservazione. Nel brano "Le aquile" cita parte di un testo di Fleur Jaeggy, scrittrice amata da Battiato, "Avrete visto anche voi camminare le aquile nelle voliere, il loro incedere è come un'agonia maestosa e gli occhi levigati d'odio assentono al congedo".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=2Q2l1i7L9hvYj3qdTFExggeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. Sulle biciclette verso casa</itunes:title><itunes:summary>"Poi ricordo anche che quando ero bambino, la maestra in estate ci dava ripetizioni nel suo cortile". Il tema dell'infanzia felice, in una Sicilia "tribale" torna nelle interviste nel corso del tempo. Il padre, descritto come "gallo fuori e lamenti a casa", era contrario alla sua carriera musicale. Battiato racconta il contrasto tra la vita libera e tribale dei ragazzi fuori casa e la disciplina imposta in casa, e la grande distanza tra le generazioni. Ricordi d'infanzia sono presenti in "Mesopotamia", e soprattutto in "Stranizza d'amuri" (ascoltiamo parti di questi brani dall'esecuzione dal vivo a Noto nel 1996). Pur non concedendo mai troppi dettagli autobiografici, ha parlato varie volte di amore e perfino di sesso, dichiarandosi attratto da un "eros non da tensione o da lotta, ma da abbandono". Racconta che in questo senso le "zingare del deserto", incontrate in Egitto, sono state per lui una rivelazione, insieme all'incontro con l'Oriente. Ma un'altra rivelazione fondamentale è avvenuta quando aveva 9 anni, durante una Domenica delle Palme: "una specie di trasporto metafisico e mistico senza precedenti, rivelatorio di una dimensione altra". E anche "la musica, quando è riuscita e quando è ad alti livelli, è una dimostrazione indiscutibile dei mondi soprasensibili, di questi mondi perfetti, che abbiamo sopra le nostre teste". Ma sono sempre importanti i viaggi semplicemente "geografici". 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Milioni di persone che citano Adorno</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-c7bb3d54-c9a8-4f2b-a6f1-673328361f34</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:56:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Mondi-lontanissimi-La-radio-di-Franco-Battiato-c7bb3d54-c9a8-4f2b-a6f1-673328361f34.html</link><description>Intervistato da Minà, Battiato racconta il suo spostamento a Milano e le prime esperienze lavorative negli anni '60, con la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET), che proponeva canzoni celebri e di Sanremo, interpretate da cantanti sconosciuti, per il mercato del Sud. A lui venivano pagate 5000 lire a disco. Racconta il suo esordio al Cab64 (dove si esibivano anche Enzo Jannacci, i Gufi, Lino Toffolo, Cochi e Renato), attraverso un annuncio, e dove fingeva di cantare canzoni tradizionali siciliane, che in realtà inventava. Là incontra Gino Negri, che gli propone di eseguire i suoi brani in teatro. Ma, dopo la prima, cambiava tutte le musiche. Sebbene abbia suonato al Parco Lambro negli anni '70, e abbia creduto in un 'cambiamento cosmico', si dichiara completamente 'dissociato' dalle ideologie e dalle forme di aggregazione dell'epoca, dichiarando il suo individualismo, la dedizione al lavoro solitario. A proposito de "La voce del padrone" racconta di aver cercato il successo a tavolino. Il disco superò il milione di copie vendute: un successo senza precedenti. Milioni di persone che citano Adorno, ma anche Gurdjeff, soprattutto in "Centro di gravità permanente". L'esecuzione risale al concerto a New York del 2000. Le teorie di Gurdjeff e la filosofia mistica orientale erano presenti già in "Arabian Song", in cui cantava versi in arabo, mentre in "Passaggi a livello" le parti in francese citavano Proust. A Minà racconta del viaggio in Turchia, a Konya, sulle tracce del poeta e mistico persiano Jalal al-Din Rumi, inventore della danza cosmica e ispiratore dei "dervisches tourneurs" (dervisci rotanti). Le opere di Gurdjeff e il Sufismo sono la motivazione per l'apertura della casa editrice "L'Ottava", poi anche etichetta discografica. Come compositore di musica colta pubblica, intanto, opere di carattere sacro e accademico, come "Genesi" (1986). Parlando di "Fisiognomica" (1988) ricorda un incidente al naso, accaduto durante una partita di calcio, con risvol</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=8O0cQYuWuQu6n6E1GuuApPpPlussAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>4. Milioni di persone che citano Adorno</itunes:title><itunes:summary>Intervistato da Minà, Battiato racconta il suo spostamento a Milano e le prime esperienze lavorative negli anni '60, con la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET), che proponeva canzoni celebri e di Sanremo, interpretate da cantanti sconosciuti, per il mercato del Sud. A lui venivano pagate 5000 lire a disco. Racconta il suo esordio al Cab64 (dove si esibivano anche Enzo Jannacci, i Gufi, Lino Toffolo, Cochi e Renato), attraverso un annuncio, e dove fingeva di cantare canzoni tradizionali siciliane, che in realtà inventava. Là incontra Gino Negri, che gli propone di eseguire i suoi brani in teatro. Ma, dopo la prima, cambiava tutte le musiche. Sebbene abbia suonato al Parco Lambro negli anni '70, e abbia creduto in un 'cambiamento cosmico', si dichiara completamente 'dissociato' dalle ideologie e dalle forme di aggregazione dell'epoca, dichiarando il suo individualismo, la dedizione al lavoro solitario. A proposito de "La voce del padrone" racconta di aver cercato il successo a tavolino. Il disco superò il milione di copie vendute: un successo senza precedenti. Milioni di persone che citano Adorno, ma anche Gurdjeff, soprattutto in "Centro di gravità permanente". L'esecuzione risale al concerto a New York del 2000. Le teorie di Gurdjeff e la filosofia mistica orientale erano presenti già in "Arabian Song", in cui cantava versi in arabo, mentre in "Passaggi a livello" le parti in francese citavano Proust. A Minà racconta del viaggio in Turchia, a Konya, sulle tracce del poeta e mistico persiano Jalal al-Din Rumi, inventore della danza cosmica e ispiratore dei "dervisches tourneurs" (dervisci rotanti). Le opere di Gurdjeff e il Sufismo sono la motivazione per l'apertura della casa editrice "L'Ottava", poi anche etichetta discografica. Come compositore di musica colta pubblica, intanto, opere di carattere sacro e accademico, come "Genesi" (1986). Parlando di "Fisiognomica" (1988) ricorda un incidente al naso, accaduto durante una partita di calcio, con risvol</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/12/02/1764681809693_MONDIL1.JPG</url></image><itunes:duration>00:33:18</itunes:duration></item><item><title>5. Quindici scatenate ragazze</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-ec89d996-75f0-4efe-b84b-5b47f066caac</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:56:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Mondi-lontanissimi-La-radio-di-Franco-Battiato-ec89d996-75f0-4efe-b84b-5b47f066caac.html</link><description>Nella canzone "Magic Shop" ("L'era del cinghiale bianco", 1978), in cui è citato Renè Guenòn, scrittore "esoterico" (autore, tra l'altro, di un'opera dal titolo "Il Re del mondo"), veniva citata anche Amanda Lear, che tempo dopo (2002), intervista Battiato e gli domanda il senso di quella citazione. A Battiato viene chiesto quali sono i "Mondi lontanissimi" citati nel titolo del disco del 1985. Per esempio, dice Battiato, il Saturno che si trova sulla copertina, ma anche i mondi antichi, le distanze psicologiche tra le persone. "Frammenti", in una registrazione live dell'81. Nell'intervista con Minà, si torna a parlare del rapporto con le donne e dell'infanzia, passata dai 4 ai 12 anni con una zia sarta e le sue 15 allieve, che gli hanno insegnato a leggere gli uomini dai visi e dai gesti. Una 'fisiognomica pratica'. Forse per questo le collaborazioni artistiche (Alice, Giuni Russo, Milva, Sibilla) sono state sempre felici. Ad Amanda Lear Battiato parla delle qualità di Giuni Russo, mentre a Massarini dà una definizione di Alice come "Anguilla di Forlì". Alla base di una nuova opera musicale, in due atti, c'è il mito assiro-babilonese di Gilgamesh, semidio che viaggia nell'aldilà. Il deserto è sempre fonte d'ispirazione, ma il paesaggio, secondo Battiato, non può essere rappresentato in canzone. Presentando "L'arca di Noè", ricorda Chott el Jerid in Tunisia, ai margini del deserto del Sahara, e introduce "Oppio", interpretato da Sibilla, cantante di origini africane. A proposito dell'esagerato uso del playback in tv e nei festival, Battiato interviene durante la speciale puntata in diretta di Mr. Fantasy dedicata al "concerto telematico", in cui il brano "Propiedad Prohibida" viene eseguito dal musicista e da cinque altri musicisti situati in cinque città diverse.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=RhAK9CW9LyGORJDQXdRwhQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>5. Quindici scatenate ragazze</itunes:title><itunes:summary>Nella canzone "Magic Shop" ("L'era del cinghiale bianco", 1978), in cui è citato Renè Guenòn, scrittore "esoterico" (autore, tra l'altro, di un'opera dal titolo "Il Re del mondo"), veniva citata anche Amanda Lear, che tempo dopo (2002), intervista Battiato e gli domanda il senso di quella citazione. A Battiato viene chiesto quali sono i "Mondi lontanissimi" citati nel titolo del disco del 1985. Per esempio, dice Battiato, il Saturno che si trova sulla copertina, ma anche i mondi antichi, le distanze psicologiche tra le persone. "Frammenti", in una registrazione live dell'81. Nell'intervista con Minà, si torna a parlare del rapporto con le donne e dell'infanzia, passata dai 4 ai 12 anni con una zia sarta e le sue 15 allieve, che gli hanno insegnato a leggere gli uomini dai visi e dai gesti. Una 'fisiognomica pratica'. Forse per questo le collaborazioni artistiche (Alice, Giuni Russo, Milva, Sibilla) sono state sempre felici. Ad Amanda Lear Battiato parla delle qualità di Giuni Russo, mentre a Massarini dà una definizione di Alice come "Anguilla di Forlì". Alla base di una nuova opera musicale, in due atti, c'è il mito assiro-babilonese di Gilgamesh, semidio che viaggia nell'aldilà. Il deserto è sempre fonte d'ispirazione, ma il paesaggio, secondo Battiato, non può essere rappresentato in canzone. Presentando "L'arca di Noè", ricorda Chott el Jerid in Tunisia, ai margini del deserto del Sahara, e introduce "Oppio", interpretato da Sibilla, cantante di origini africane. A proposito dell'esagerato uso del playback in tv e nei festival, Battiato interviene durante la speciale puntata in diretta di Mr. Fantasy dedicata al "concerto telematico", in cui il brano "Propiedad Prohibida" viene eseguito dal musicista e da cinque altri musicisti situati in cinque città diverse.</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/12/02/1764683708412_MONDIL1.JPG</url></image><itunes:duration>00:32:07</itunes:duration></item><item><title>6. Frammenti di un insegnamento sconosciuto</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-d03dfe9c-6b86-4e34-b680-6eeb8a70ec81</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 12:00:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Mondi-lontanissimi-La-radio-di-Franco-Battiato-d03dfe9c-6b86-4e34-b680-6eeb8a70ec81.html</link><description>Per raccogliere fondi per la ricostruzione della cattedrale di Noto, dopo il crollo della cupola barocca, nel 1996 Battiato suona dal vivo, ripreso da Radio2. Nell'intervista prima dell'esibizione, conclude: "Secondo me dovrebbero lasciarla così". A "Mediamente", nel '99, traccia una sua personale sintesi del secolo: nella musica classica soprattutto Stravinsky, poi "la grande infezione della musica leggera". In uno dei brani eseguiti in quel concerto, "Prospettiva Nevski", portato al successo da Alice, si parla anche di alba e di imbrunire, e Battiato spiega la sua preferenza. Sempre dal vivo a Noto: "Lode all'Inviolato". Parlando della canzone italiana, la celebra come la "perfetta combinazione tra parole e musica". In altre occasioni, discute del rapporto tra parole e musica, anche nelle fasi della composizione, descrivendo almeno 4 possibili combinazioni. Racconta episodi durante concerti con Nico e John Cale. Ad Amanda Lear dice che considera la "Messa arcaica", sua composizione per coro e orchestra, come una delle cose migliori che ha scritto. Nello stesso anno della Messa aveva scritto anche "Caffé De La Paix", in cui echi e strumenti tipici del rock si incrociano con quelli classici e di tradizioni orientali (quanoon, tabla, sarod, tampoura). In un'intervista con Corrado Augias nel 1992, decide di esporsi e raccontare come nel '69, intorno ai 25 anni, in seguito a una crisi esistenziale "irreversibile e fatale", si è dovuto inventare 'strade metafisiche', sperimentando la meditazione e frequentando mistici indiani, fino all'incontro con un libro: "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", di P. D. Ouspensky, che riporta gli insegnamenti di Georges Gurdjieff. Ancora dal vivo a Noto: "Un vecchio cameriere". Un altro libro "enorme" è per Battiato "I beati anni del castigo" di Fleur Jaeggy, per la perfezione stilistica: "una scrittura che sta nella zona delle risonanze". "E ti vengo a cercare".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=pPpPlusskuq4mlqzfh9HICthVkUmweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>6. Frammenti di un insegnamento sconosciuto</itunes:title><itunes:summary>Per raccogliere fondi per la ricostruzione della cattedrale di Noto, dopo il crollo della cupola barocca, nel 1996 Battiato suona dal vivo, ripreso da Radio2. Nell'intervista prima dell'esibizione, conclude: "Secondo me dovrebbero lasciarla così". A "Mediamente", nel '99, traccia una sua personale sintesi del secolo: nella musica classica soprattutto Stravinsky, poi "la grande infezione della musica leggera". In uno dei brani eseguiti in quel concerto, "Prospettiva Nevski", portato al successo da Alice, si parla anche di alba e di imbrunire, e Battiato spiega la sua preferenza. Sempre dal vivo a Noto: "Lode all'Inviolato". Parlando della canzone italiana, la celebra come la "perfetta combinazione tra parole e musica". In altre occasioni, discute del rapporto tra parole e musica, anche nelle fasi della composizione, descrivendo almeno 4 possibili combinazioni. Racconta episodi durante concerti con Nico e John Cale. Ad Amanda Lear dice che considera la "Messa arcaica", sua composizione per coro e orchestra, come una delle cose migliori che ha scritto. Nello stesso anno della Messa aveva scritto anche "Caffé De La Paix", in cui echi e strumenti tipici del rock si incrociano con quelli classici e di tradizioni orientali (quanoon, tabla, sarod, tampoura). In un'intervista con Corrado Augias nel 1992, decide di esporsi e raccontare come nel '69, intorno ai 25 anni, in seguito a una crisi esistenziale "irreversibile e fatale", si è dovuto inventare 'strade metafisiche', sperimentando la meditazione e frequentando mistici indiani, fino all'incontro con un libro: "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", di P. D. Ouspensky, che riporta gli insegnamenti di Georges Gurdjieff. Ancora dal vivo a Noto: "Un vecchio cameriere". Un altro libro "enorme" è per Battiato "I beati anni del castigo" di Fleur Jaeggy, per la perfezione stilistica: "una scrittura che sta nella zona delle risonanze". "E ti vengo a cercare".</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/12/02/1764673044389_MONDIL1.JPG</url></image><itunes:duration>00:34:39</itunes:duration></item></channel></rss>