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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Maxi - Il grande processo alla mafia</title><description>La storia del grande processo alla mafia, le sue origini e i 638 giorni di processo che portarono a una sentenza di condanna senza precedenti, con 19 ergastoli e 2665 anni complessivi di carcere per 346 imputati. Una narrazione originale che intreccia le vicende documentate dal repertorio delle udienze in aula a vari momenti di ricostruzione.</description><pubDate>Wed, 21 May 2025 00:00:01 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/maxi-ilgrandeprocessoallamafia</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/05/20/1747747797088_Maxi%20-%20Il%20grande%20processo%20alla%20mafia-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Inchiesteereportage"/><itunes:category text="Inchieste e reportage"/><itunes:category text="Interviste"/><itunes:category text="Programmi d'archivio"/><itunes:category text="Personaggi"/><itunes:category text="Messa in onda Tv"/><itunes:category text="Criminalità"/><itunes:category text="Sociale e sostenibilità"/><itunes:category text="Programmitv"/><itunes:category text="Giudiziario"/><itunes:category text="Cronaca"/><item><title>1. L'astronave verde</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-1bc6418d-6c83-4a7d-96ed-f149775fed98</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 15:48:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/05/Maxi---Il-grande-processo-alla-mafia---E1-Lastronave-verde-1bc6418d-6c83-4a7d-96ed-f149775fed98.html</link><description>10 febbraio 1986: inizia il maxiprocesso a Cosa Nostra. Per la prima volta più di 400 mafiosi sono chiamati a rispondere di decine di reati, in un'aula giudiziaria di enormi dimensioni costruita per l'occasione. Anche la Rai si mobilita per raccontarlo, con una redazione ad hoc di fronte all'aula bunker, che tutti chiamano "l'astronave verde". A raccontare il processo sarà Franco Licitra, giornalista di 50 anni della sede di Palermo, gran conoscitore del fenomeno mafioso. Al suo fianco Gianni, un giovane operatore arrivato da Roma a rinforzare il gruppo di lavoro palermitano, e Teresa, una montatrice appena assunta, giovane e appassionata.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=LTpPpPlussdrssSlashJxNpPpPlussmssSlashW7kAtzqRTQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>1. L'astronave verde</itunes:title><itunes:summary>10 febbraio 1986: inizia il maxiprocesso a Cosa Nostra. Per la prima volta più di 400 mafiosi sono chiamati a rispondere di decine di reati, in un'aula giudiziaria di enormi dimensioni costruita per l'occasione. Anche la Rai si mobilita per raccontarlo, con una redazione ad hoc di fronte all'aula bunker, che tutti chiamano "l'astronave verde". A raccontare il processo sarà Franco Licitra, giornalista di 50 anni della sede di Palermo, gran conoscitore del fenomeno mafioso. 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E' lui il primo a difendersi contestando le accuse di Tommaso Buscetta, "il boss dei due mondi", che tutti stanno aspettando. La deposizione di Buscetta, il 3 aprile 1986, è il momento chiave del processo, e viene vissuta da tutti i protagonisti con il fiato sospeso, a cominciare dai giudici popolari, tra i quali c'è anche Filomena, una donna di 60 anni che vive il processo con particolare apprensione. Le dichiarazioni di Buscetta aprono uno squarcio nei segreti di Cosa Nostra, e il processo sembra prendere una piega favorevole all'accusa. Gianni si sta lentamente ambientando a Palermo, ed è contento del suo lavoro. Teresa, invece, sembra sempre preoccupata e con la testa altrove. Per raccontare gli orrori di cui la mafia è stata capace, Franco porta Gianni a Corleone, il feudo dei due grandi boss latitanti, Totò Riina e Bernardo Provenzano, e da lì realizza un servizio. Come tutti, gli avvocati, Marsalis studia la strategia per arginare Buscetta e annuncia a Franco che molti imputati chiederanno il confronto. Ma Franco ha anche altro a cui pensare, perché trova una sorpresa inattesa nella sua auto.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=p73EURkRduZsUkCh1vKJAQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>2. Il boss dei due mondi</itunes:title><itunes:summary>Dopo l'arresto di Michele Greco, cominciano a sfilare sul pretorio dell'aula bunker i grandi boss che per anni hanno controllato Palermo. Tra questi Pippo Calò, detto "il cassiere della mafia". E' lui il primo a difendersi contestando le accuse di Tommaso Buscetta, "il boss dei due mondi", che tutti stanno aspettando. 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Calò accusa l'ex amico di essere inaffidabile, puntando sulle sue infedeltà coniugali, Buscetta reagisce sottolineando le contraddizioni di Calò e imputandogli la sparizione dei suoi due figli. Finché, il pentito non parla di un delitto rimasto dell'ombra e di cui sostiene che Calò sia il responsabile. E' un duello teatrale, un incontro tra due uomini d'onore che sono cresciuti insieme, e che sono stati divisi dalla ferocia dei Corleonesi. Calò è passato dalla loro parte, Buscetta è stato costretto a scappare. Tutta l'aula coglie l'importanza del momento, e il processo vive una delle giornate decisive. Franco racconta nei telegiornali il confronto, anche se la sua vita è avvolta da turbamento e preoccupazione. La stessa che avvolge l'aula nei giorni successivi, quando sul pretorio arriva un altro pentito, Salvatore Contorno. In dialetto stretto, con un linguaggio colorito e tanta rabbia in corpo, anche lui svela i retroscena di delitti efferati e racconta del fallito attentato ai suoi danni. Gli avvocati provano a difendersi sostenendo l'inattendibilità del pentito, cercano in tutti i modi di mettere in difficoltà l'accusa e sono pronti a sfruttare ogni occasione per interrompere il dibattimento.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=pPpPluss1LFtorJl0u9XwRM1kqrrgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. Faccia a faccia</itunes:title><itunes:summary>Il confronto tra Calò e Buscetta è il momento più caldo dell'intero dibattimento. E' il 10 aprile 1986, quando i due boss si trovano faccia a faccia, ad accusarsi reciprocamente dei delitti più efferati. 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Saluti da Corleone</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-d05360b3-f82d-40b5-a65b-c8a2cd6a5d69</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 15:55:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/05/Maxi---Il-grande-processo-alla-mafia---E4-Saluti-da-Corleone-d05360b3-f82d-40b5-a65b-c8a2cd6a5d69.html</link><description>Sono passati molti mesi da quando il maxiprocesso di Palermo è cominciato. Accusa e difesa si fronteggiano ogni giorno, e sul tappeto verde dell'aula bunker sfilano personaggi che hanno fatto la storia criminale della città e della Sicilia. L'atmosfera è sempre molto tesa, il processo è condizionato dalla morte di un avvocato di Messina, Nino D'Uva, ucciso da un imputato, in un altro processo, nella città dello Stretto. Un episodio che aumenta il livello di preoccupazione dei legali, che vedono assottigliarsi le speranze di mandare a monte il processo. Il fronte dell'accusa è compatto e i racconti degli imputati eccellenti, come Michele Greco e Luciano Liggio non riescono a cambiare il corso delle cose. Franco continua a svolgere il suo lavoro, con passione e professionalità, nonostante la sua vita attraversi un periodo difficile e tormentato. Gianni fa i conti per la prima volta con l'orrore di cui la mafia è capace, rimanendo sconvolto dai racconti del pentito Vincenzo Sinagra, che descrive le camere della morte. Teresa prende coraggio per affrontare una delicata situazione, spinta anche lei dalle emozioni suscitate dal processo, che si fa sempre più simbolo delle ferite e della voglia di riscatto di tutta Palermo. A riprova di questo, la deposizione di Ignazio Salvo, esattore delle tasse e per anni cerniera tra la mafia e la politica, che arriva sul pretorio pronto a difendersi dalle accuse, ma che simboleggia plasticamente come gli intoccabili, a Palermo, non esistano più.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=t0Aup7bU3h6owDHISWGQTAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>4. Saluti da Corleone</itunes:title><itunes:summary>Sono passati molti mesi da quando il maxiprocesso di Palermo è cominciato. Accusa e difesa si fronteggiano ogni giorno, e sul tappeto verde dell'aula bunker sfilano personaggi che hanno fatto la storia criminale della città e della Sicilia. L'atmosfera è sempre molto tesa, il processo è condizionato dalla morte di un avvocato di Messina, Nino D'Uva, ucciso da un imputato, in un altro processo, nella città dello Stretto. 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A riprova di questo, la deposizione di Ignazio Salvo, esattore delle tasse e per anni cerniera tra la mafia e la politica, che arriva sul pretorio pronto a difendersi dalle accuse, ma che simboleggia plasticamente come gli intoccabili, a Palermo, non esistano più.</itunes:summary><itunes:duration>00:48:23</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/05/20/1747747797088_Maxi%20-%20Il%20grande%20processo%20alla%20mafia-2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>5. Palermo e i suoi figli</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-e2a1eefa-c194-4724-b0d9-e743bd4dcd6c</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 15:57:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/05/Maxi---Il-grande-processo-alla-mafia---E5-Palermo-e-i-suoi-figli-e2a1eefa-c194-4724-b0d9-e743bd4dcd6c.html</link><description>L'arrivo dell'estate a Palermo è sempre vista come una liberazione, ma il vento di scirocco e lo svolgersi del maxiprocesso rendono l'estate dell'86 molto diversa. Sul pretorio, dopo cinque mesi di dibattimento, sono già sfilate centinaia di persone, boss di ogni ordine e grado, dai grandi capi ai picciotti di borgata. Si fa fatica a tenerne il conto, ci si perde a raccontarne le storie, che i giornalisti Rai continuano a produrre ogni giorno, seppure con sentimenti contrastanti. Teresa sembra aver ritrovato il sorriso, Gianni invece sta per prendere una decisione importante, e saranno proprio i suoi colleghi a indirizzarlo verso la scelta giusta. Sono i giorni in cui sfilano i parenti delle vittime, i familiari del Generale Dalla Chiesa, del Capo della Squadra Mobile Boris Giuliano, le vittime eccellenti e le vedove omertose, le madri disperate e i testimoni reticenti. Nei giorni in cui Palermo si vota a Santa Rosalia, le donne si prendono la scena, e il processo vive i suoi giorni di commozione, grazie alla dignità di Antonia Setti Carraro, madre di Emanuela, la moglie del Generale Dalla Chiesa, o alle parole rabbiose di Vita Rugnetta, madre di un uomo ucciso nella mattanza. Fino all'autunno dell'86, quando la morte di un bambino innocente sembra sconvolgere nuovamente gli equilibri tra accusa e difesa, con gli avvocati pronti a giocarsi l'ultima carta.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=19upPpPlussq253mvMkwmQXfDMmeAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>5. Palermo e i suoi figli</itunes:title><itunes:summary>L'arrivo dell'estate a Palermo è sempre vista come una liberazione, ma il vento di scirocco e lo svolgersi del maxiprocesso rendono l'estate dell'86 molto diversa. 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Nei giorni in cui Palermo si vota a Santa Rosalia, le donne si prendono la scena, e il processo vive i suoi giorni di commozione, grazie alla dignità di Antonia Setti Carraro, madre di Emanuela, la moglie del Generale Dalla Chiesa, o alle parole rabbiose di Vita Rugnetta, madre di un uomo ucciso nella mattanza. 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Un lavoro che oggi è testimonianza visiva della prima grande vittoria dello Stato contro la mafia.La Rai affittò una palazzina di fronte l'aula bunker che divenne la redazione del gruppo di lavoro che si occupò soltanto del maxi, con la registrazione delle udienze, i collegamenti coi telegiornali, i servizi per i Tg locali e nazionali. I giornalisti Rai furono testimoni dei grandi interrogatori dei pentiti Buscetta e Contorno, dei drammatici confronti tra Calò e Buscetta, delle deposizioni dei parenti delle vittime, della lunga lettura della sentenza. Oggi, più di 30 anni dopo, rievocano il loro stato d'animo e quello della città di Palermo, ricordano episodi tragici e grotteschi, sottolineano l'impegno dei giudici e dei pubblici ministeri. A raccontare come la Rai lavorò in quei due anni, dal primo giorno il 10 febbraio 1986 al momento della sentenza, il 16 dicembre 1987, sono i protagonisti di allora: i giornalisti Nino Rizzo Nervo, Salvatore Cusimano, Gianfranco D'Anna, Bianca Cordaro e Piero Marrazzo, il regista Aldo Sarullo, e l'operatore Giuseppe Di Lorenzo.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=DCzHtPl1qbssSlashUnpPpPlussSQQJBM5AeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Extra: I protagonisti</itunes:title><itunes:summary>La Rai ha contribuito al racconto del maxi processo, seguendo giorno per giorno l'intero dibattimento, e registrando tutte le 1400 ore della durata del processo. 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A raccontare come la Rai lavorò in quei due anni, dal primo giorno il 10 febbraio 1986 al momento della sentenza, il 16 dicembre 1987, sono i protagonisti di allora: i giornalisti Nino Rizzo Nervo, Salvatore Cusimano, Gianfranco D'Anna, Bianca Cordaro e Piero Marrazzo, il regista Aldo Sarullo, e l'operatore Giuseppe Di Lorenzo.</itunes:summary><itunes:duration>00:54:48</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/05/20/1747747797088_Maxi%20-%20Il%20grande%20processo%20alla%20mafia-2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>In nome del popolo italiano</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-77042488-1e06-4cdd-9954-b05942beb049</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 16:06:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/05/Maxi---Il-grande-processo-alla-mafia---E6-In-nome-del-popolo-italiano-77042488-1e06-4cdd-9954-b05942beb049.html</link><description>Sono passati quasi due anni dall'inizio del dibattimento, e il maxiprocesso sta per arrivare alla sentenza. Due anni in cui Palermo ha vissuto sospesa, in un limbo di speranza e preoccupazione. Il processo ha vissuto fasi di stanca e i giornalisti Rai hanno fatto i conti con le procedure lunghe e macchinose di un processo così grande, arrivato a 349 udienze. Le arringhe difensive sono state 635 e i pubblici ministeri hanno parlato per dodici giorni nelle loro requisitorie. Franco, Teresa e Gianni rivivono emozioni e ricordi del processo alla vigilia della sentenza, prima di entrare per l'ultima volta in aula bunker ed aspettare che la Corte rientri in aula per l'ultima volta. E' il 16 dicembre 1987, l'aula torna a riempirsi di giornalisti provenienti da ogni paese, dei parenti delle vittime, degli imputati a piede libero. Tutti insieme, per due ore, ad ascoltare la sentenza, che porta a 19 ergastoli e 2665 anni di carcere. Una vittoria dei pubblici ministeri che vede reggere il proprio impianto accusatorio, una sconfitta per Cosa Nostra, che per la prima volta vede condannati i più importanti boss e scritto sul marmo giudiziario l'esistenza stessa dell'organizzazione. Franco vive la fine del processo con soddisfazione e partecipazione, accompagnata a quel fatalismo siciliano che lo contraddistingue. Il giorno dopo ha un ultimo importantissimo appuntamento: raccogliere la testimonianza di Giovanni Falcone.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=z7w5VNssSlash0yIi1xiQxnOxcIweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>In nome del popolo italiano</itunes:title><itunes:summary>Sono passati quasi due anni dall'inizio del dibattimento, e il maxiprocesso sta per arrivare alla sentenza. Due anni in cui Palermo ha vissuto sospesa, in un limbo di speranza e preoccupazione. 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