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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Le loro prigioni. Voci e cronache in presa diretta dalle carceri del Mediterraneo</title><description>Il Mediterraneo è una terra che trema da decenni. Trema per le guerre, le rivolte, le occupazioni, gli esodi forzati. Trema per gli accordi traditi, per le promesse non mantenute, per le famiglie spezzate e per le vite sospese. Ma ci sono luoghi dove quel tremore si fa silenzio opprimente: sono le carceri, i centri di detenzione, i tunnel, i campi chiusi da recinti o da paura. Luoghi di prigionia formale e informale, dove si rinchiudono i corpi e si prova a soffocare le idee. "Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri", scriveva Voltaire. E allora è proprio lì che guardiamo, per capire che cosa sta diventando questa regione. Le loro prigioni. Voci e cronache in presa diretta dalle carceri del Mediterraneo va sul campo per attraversare le celle affollate di palestinesi in Israele, i tunnel bui di Gaza dove sono stati tenuti gli ostaggi, le prigioni siriane liberate dopo la caduta di Asad, i campi dell'ISIS, il carcere iraniano di Evin, e le prigioni egiziane dove sono passati dissidenti, studenti, giornalisti.  A parlare sono ex detenuti, scrittori premiati per il loro coraggio, Nobel per la pace incarcerati, psicologhe, avvocatesse, ex ostaggi, operatori sotto copertura, disertori e vedove del califfato, e chi oggi tenta la difficile strada del reinserimento.Perché è dietro le sbarre, e sotto la superficie, che spesso si nasconde la verità più scomoda.Di Azzurra Meringolo. Da un'idea di Azzurra Meringolo e Ilaria Sotis. Con le riflessioni della scrittrice Viola Ardone. Regia di Leonardo Patanè. Doppiaggi di Edoardo Camponeschi e Miriam Selima Fieno.</description><pubDate>Mon, 07 Jul 2025 00:00:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/leloroprigionivociecronacheinpresadirettadallecarceridelmediterraneo</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751605622287_Le%20loro%20prigioni-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Inchieste e reportage"/><itunes:category text="Inchiesteereportage"/><itunes:category text="Detenzione"/><itunes:category text="Documentari"/><itunes:category text="Storie vere"/><itunes:category text="Original"/><itunes:category text="Popoli e culture"/><item><title>1. Siria: Sednaya – Il Mattatoio di Assad</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-126f3c81-3dcb-48c4-892f-3ae46aceebd4</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:51:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Le-loro-prigioni-Ep01-Siria-Sednaya--Il-Mattatoio-di-Assad-126f3c81-3dcb-48c4-892f-3ae46aceebd4.html</link><description>L'8 dicembre, Bashar al-Assad fugge da Damasco su un aereo diretto a Mosca. Il regime decennale della sua famiglia, consolidato con la paura e la repressione, si sgretola rapidamente con l'avanzata dei ribelli islamisti. Il valico tra Libano e Siria, per anni sigillato e off-limits per la stampa, resta sguarnito. Lo attraversiamo e ci dirigiamo subito a Sednaya, la famigerata prigione simbolo del terrore di Stato. I ribelli l'hanno appena liberata. Dentro, lo scenario è agghiacciante: corpi torturati, mucchi di vestiti, strumenti usati per esecuzioni lente e meticolose. Alcuni detenuti sopravvissuti vagano in stato confusionale, incapaci perfino di ricordare il proprio nome. Dai sotterranei di Sednaya riemergono gli orrori nascosti di un regime fondato sulla violenza sistematica, sulla tortura come linguaggio del potere. È qui, tra le mura impregnate di sofferenza, che il volto reale del vecchio ordine siriano viene alla luce — nudo, crudele, spietato.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=SyVfaPPcPM4Lq9PN8TKj6QeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>1. Siria: Sednaya – Il Mattatoio di Assad</itunes:title><itunes:summary>L'8 dicembre, Bashar al-Assad fugge da Damasco su un aereo diretto a Mosca. Il regime decennale della sua famiglia, consolidato con la paura e la repressione, si sgretola rapidamente con l'avanzata dei ribelli islamisti. Il valico tra Libano e Siria, per anni sigillato e off-limits per la stampa, resta sguarnito. 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Iran: Evin – La resistenza delle donne piega le sbarre</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-d04e2075-95bb-4d17-a3a7-393315d0b8c1</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:51:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Le-loro-prigioni-Ep02-Iran-Evin--La-resistenza-delle-donne-piega-le-sbarre-d04e2075-95bb-4d17-a3a7-393315d0b8c1.html</link><description>La morte di Mahsa Jina Amini, nel settembre 2022, è stata la scintilla di una nuova ondata di proteste anti regime. E non solo nelle strade, ma anche dentro le carceri. Nel penitenziario di Evin, simbolo della repressione di Stato, le donne detenute rispondono con coraggio. Tra loro, Narges Mohammadi — giornalista, attivista, prigioniera politica. È lei a guidare una forma di resistenza quotidiana, ostinata, fatta di parole, gesti, arte. Mentre è dietro le sbarre, il mondo le riconosce la sua lotta: nel 2023 riceve il Premio Nobel per la Pace. Quando parliamo con lei, le è stato concesso un breve periodo agli arresti domiciliari per motivi di salute. Ma la sua voce è più forte che mai. Il suo è un grido contro la "tortura bianca" — l'isolamento, il silenzio forzato, l'annientamento psicologico — e contro l'apartheid di genere che domina l'Iran. Ma è anche un appello universale: a non restare in silenzio. A non voltarsi dall'altra parte.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=eKmU1BceZKEox1QXUE4D3weeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>2. Iran: Evin – La resistenza delle donne piega le sbarre</itunes:title><itunes:summary>La morte di Mahsa Jina Amini, nel settembre 2022, è stata la scintilla di una nuova ondata di proteste anti regime. E non solo nelle strade, ma anche dentro le carceri. Nel penitenziario di Evin, simbolo della repressione di Stato, le donne detenute rispondono con coraggio. 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Gaza: I Tunnel di Hamas – Buco nero per gli ostaggi Israeliani</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-95c436e6-44af-46b9-b298-5030124038bb</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:55:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Le-loro-prigioni-Ep03-Gaza-I-Tunnel-di-Hamas--Buco-nero-per-gli-ostaggi-Israeliani-95c436e6-44af-46b9-b298-5030124038bb.html</link><description>Sono le sei e mezza del mattino, quando le sirene iniziano a suonare nel kibbutz Nir Yitzhak. Luis Har e i suoi familiari si rifugiano nel mamad, la stanza blindata dove si corre ogni volta che scatta l'allarme. Pensano che sia una mattina come tante a tante, qualche razzo, altre. Dieci minuti di paura, poi il silenzio. Ma stavolta no. E' il 7 ottobre 2023. I razzi cadono senza sosta.  Un inferno di esplosioni che non concede tregua. I terroristi di Hamas sfondano le porte di casa loro, trascinandoli via nel caos e nel sangue. Per Luis inizia quello che ci descrive come  il giorno più lungo della sua vita, un incubo senza fine, un viaggio dentro l'oscurità dei tunnel di Gaza.Una rete nascosta che serpeggia sotto la Striscia, talmente estesa da essere chiamata la "metropolitana di Gaza" — senza treni, ma con tutto il resto: armi, merci, uomini. Per Luis, un passaggio verso l'incubo. Non una prigione formale, ma certamente un luogo di prigionia.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=BDmHNFFssSlash9oDDv61YssSlashUQQfweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. Gaza: I Tunnel di Hamas – Buco nero per gli ostaggi Israeliani</itunes:title><itunes:summary>Sono le sei e mezza del mattino, quando le sirene iniziano a suonare nel kibbutz Nir Yitzhak. Luis Har e i suoi familiari si rifugiano nel mamad, la stanza blindata dove si corre ogni volta che scatta l'allarme. Pensano che sia una mattina come tante a tante, qualche razzo, altre. 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Il campo di Sde Teiman dove spariscono i gazawi</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-c2faaa9e-2274-40b7-90a2-db7dc29d0cd4</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:55:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Le-loro-prigioni-Ep04-Israele-Il-campo-di-Sde-Teiman-dove-spariscono-i-gazawi-c2faaa9e-2274-40b7-90a2-db7dc29d0cd4.html</link><description>Palestinesi bendati, mani e piedi legati alle estremità di barelle gelide. Nudi, con indosso solo un pannolone. È questa immagine cruda e silenziosa a emergere dalla voce di un operatore israeliano, che sotto il velo dell'anonimato, ci racconta ciò che ha visto a Sde Teiman. Quel campo militare nel cuore del deserto del sud di Israele, trasformato in una prigione per chi viene arrestato dall'esercito israeliano a Gaza, civili o presunti terroristi. Prigionieri a lungo senza un nome, senza un processo. Da quando, il 7 ottobre, in Israele è diventato prassi comune ricorrere alla detenzione amministrativa, il numero dei prigionieri è aumentato costantemente, nonostante il diritto internazionale richieda che tale misura venga adottata solo in circostanze eccezionali e con estrema cautela. Tra i detenuti di Sde Teiman, molti sono operatori sanitari di Gaza, le cui testimonianze anonime denunciano violenze e brutalità inaudite, tanto da spingere diverse organizzazioni israeliane a chiedere la chiusura del campo. Questa realtà inquietante solleva pesanti interrogativi sul rispetto dei diritti umani e sulla dignità di chi, in quelle condizioni, è privato non solo della libertà ma anche della propria umanità.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=sPp9rBFI8YeNRFUx1QH9fQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>4. 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Egitto: Tora – Il carcere impossibile da dimenticare</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-a5530f03-7f7e-4d0d-835c-cb98709c8ed2</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:59:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Le-loro-prigioni-Ep05-Egitto-Tora--Il-carcere-impossibile-da-dimenticare-a5530f03-7f7e-4d0d-835c-cb98709c8ed2.html</link><description>A Tora c'è sempre stata una tradizione. Lo smercio di libri tra detenuti.  Patrick Zaki ci racconta che bastavano due pacchetti di sigarette a una guardia per far arrivare un libro a un altro detenuto. Un gesto di rispetto, tra dissidenti che entrano ed escono da questa prigione a porte girevoli. Il detenuto più iconico è Alaa Abdel Fattah, scrittore e attivista. Per un periodo gli furono negati anche carta e penna, ma nonostante ciò ha scritto abbastanza da vincere il Premio PEN America. come autore coraggioso. Sua madre, Leila Soueif, è da oltre 250 giorni in sciopero della fame per chiederne la liberazione. Da quando si è trasferita a Londra, ogni mattina si alza per andare a fare un picchetto silenzioso davanti all'ufficio del primo ministro a Downing Street, dopo mesi passati ad aspettare notizie fuori dal carcere di Tora. Ora Tora è stata svuotata da detenuti. Un progetto opaco ne prevede la riconversione.  Ma Tora non è solo un edificio: è un metodo che sopravvive a sé stesso, fatto di silenzi forzati, celle buie, corpi spezzati, affetti distrutti dalla distanza e dall'arbitrio. Anche senza le sue  mura, continua a vivere nelle nuove prigioni e nella memoria collettiva.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ID1TwissSlashSHTbkZrM1taCyoAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>5. Egitto: Tora – Il carcere impossibile da dimenticare</itunes:title><itunes:summary>A Tora c'è sempre stata una tradizione. Lo smercio di libri tra detenuti.  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Rojava: Al Hol – Quel che resta del Califfato</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-2ead59b9-535f-4878-beaf-1b438f162caa</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:59:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Le-loro-prigioni-Ep06-Rojava-Al-Hol--Quel-che-resta-del-Califfato-2ead59b9-535f-4878-beaf-1b438f162caa.html</link><description>Quando Mariam apre la porta, si staglia davanti a noi come un'ombra nera, inginocchiata, dalla quale esce solo un filo di voce. La incontriamo a Raqqa, dove lei è giunta dopo anni passati ad Al-Hol, il campo che il mondo ha dimenticato, noto come "la prigione a cielo aperto più grande del pianeta". Qui, migliaia di famiglie di miliziani dell'ISIS sono state rinchiuse, dopo la caduta del Califfato, in un limbo di disperazione senza fine. E ora, mentre gli islamisti riconquistano terreno in Siria, il fragile equilibrio di Al-Hol è minacciato come mai prima. Con quarantamila persone ammassate in condizioni disperate — perlopiù donne e bambini — il campo non è solo un brodo di cottura per nuove generazioni di estremisti – anche europei - ma anche una polveriera che rischia di esplodere. Tra le macerie di Raqqa, Mariam lotta per ricostruire una vita, cercando di liberarsi dalle catene del passato attraverso un percorso di de-radicalizzazione. Ma l'ombra di Al-Hol — come quella del patriarcato che ancora la incatena — incombe su di lei e su chi come lei spera in un futuro diverso. La paura che il ciclo di violenza e sofferenza sia tutt'altro che concluso è una presenza costante, palpabile, come un fantasma che non vuole andarsene.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=MWB3ssSlash1b5UpzKnsKe0KYipgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>6. 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