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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Gialli dal passato</title><description>Antonio Cavazzani e Arturo Dalle Moline sono l'inseparabile coppia che indaga e risolve i "Gialli dal passato". In una Trento di fine settecento, i due si adoperano con coraggio e astuzia alla ricerca delle soluzioni ai misteri che gli si presentano. Il Baron del Sol e lo Sbirro, uniti, affrontano ogni pericolo, cementando un'amicizia che ha cambiato la vita di entrambi. Tratto dai racconti di Mauro Neri – letture di Mario Cagol – regia di Giuseppe D'Agostino.</description><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:52:59 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/giallidalpassato</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2026/03/27/1774607432853_Gialli-dal-passato-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Criminalità"/><itunes:category text="Giallo e crime"/><itunes:category text="Gialloecrime"/><itunes:category text="Libri e letteratura"/><itunes:category text="Librieletteratura"/><itunes:category text="Messa in onda Radio"/><itunes:category text="Poliziesco"/><itunes:category text="Serieaudio"/><itunes:category text="Storico"/><item><title>L'ANCELLA, LA SERVA E LA SCHIAVA (Prima parte)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-fcadf82c-bbf8-4efb-828a-3837ac455319</guid><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:40:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Gialli-dal-passato-del-07042026-LANCELLA-LA-SERVA-E-LA-SCHIAVA-Prima-parte-fcadf82c-bbf8-4efb-828a-3837ac455319.html</link><description>Nel Settecento le città delle Alpi, situate quasi tutte lungo le vie più frequentate, avevano le porte aperte a chiunque avesse bisogno di una sosta serale, di un po' di cibo, di un letto per riposare. Trento, però, forse perché fu sede di un importante Concilio della Chiesa cattolica, oppure perché la presenza di un Principato Vescovile offriva maggiori possibilità al diffondersi di idee religiose, era una tappa ideale per gli appartenenti a congregazioni religiose, ma anche per i predicatori solitari come quel terzetto di donne vestite di grigio che un giorno di fine marzo del 1748 entrò nella città murata di Trento tirandosi dietro una piccola processione di trentini incuriositi da quelle tre che pregavano usando non il latino, bensì la lingua volgare, nel nostro caso l'italiano, quella che quasi tutti bene o male conoscevano.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=6AkqdthheScn8ebOjDqZLweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>L'ANCELLA, LA SERVA E LA SCHIAVA (Prima parte)</itunes:title><itunes:summary>Nel Settecento le città delle Alpi, situate quasi tutte lungo le vie più frequentate, avevano le porte aperte a chiunque avesse bisogno di una sosta serale, di un po' di cibo, di un letto per riposare. Trento, però, forse perché fu sede di un importante Concilio della Chiesa cattolica, oppure perché la presenza di un Principato Vescovile offriva maggiori possibilità al diffondersi di idee religiose, era una tappa ideale per gli appartenenti a congregazioni religiose, ma anche per i predicatori solitari come quel terzetto di donne vestite di grigio che un giorno di fine marzo del 1748 entrò nella città murata di Trento tirandosi dietro una piccola processione di trentini incuriositi da quelle tre che pregavano usando non il latino, bensì la lingua volgare, nel nostro caso l'italiano, quella che quasi tutti bene o male conoscevano.</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2026/03/27/1774607432853_Gialli-dal-passato-2048x2048.jpg</url></image><itunes:duration>00:23:36</itunes:duration></item><item><title>L'ANCELLA, LA SERVA E LA SCHIAVA (Seconda parte)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-6e87a045-23d5-4b6f-8c89-a63e16a2a3ee</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:16:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Gialli-dal-passato-del-14042026-LANCELLA-LA-SERVA-E-LA-SCHIAVA-Seconda-parte-6e87a045-23d5-4b6f-8c89-a63e16a2a3ee.html</link><description>Tre donne vestite da monache si presentarono a piedi scalzi alle porte della città di Trento, invitando le persone a riunirsi nelle piazzette e negli slarghi per pregare tutti assieme, recitando però le orazioni non nell'oscuro latino sgrammaticato che era diffuso in tutte le chiese dell'epoca, bensì in una lingua per certi aspetti nuova, e cioè l'italiano, che tutti usavano solo quando c'era da interloquire con stranieri provenienti dallo stivale! La cosa dovette andar per traverso a un tipo grande e grosso che, armato di un bastone mandò all'ospedale le tre monache arrivate in città in ricordo dell'eretica Margherita la Bella, che nel Trecento venne arsa al rogo in Piemonte assieme a un altro eretico, Fra' Dolcino da Novara. Adesso tocca al bargello Cavazzani raccogliere i cocci e riportare la serenità in città.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=fllqCMVs2uRxaDqMHPFt3AeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>L'ANCELLA, LA SERVA E LA SCHIAVA (Seconda parte)</itunes:title><itunes:summary>Tre donne vestite da monache si presentarono a piedi scalzi alle porte della città di Trento, invitando le persone a riunirsi nelle piazzette e negli slarghi per pregare tutti assieme, recitando però le orazioni non nell'oscuro latino sgrammaticato che era diffuso in tutte le chiese dell'epoca, bensì in una lingua per certi aspetti nuova, e cioè l'italiano, che tutti usavano solo quando c'era da interloquire con stranieri provenienti dallo stivale! La cosa dovette andar per traverso a un tipo grande e grosso che, armato di un bastone mandò all'ospedale le tre monache arrivate in città in ricordo dell'eretica Margherita la Bella, che nel Trecento venne arsa al rogo in Piemonte assieme a un altro eretico, Fra' Dolcino da Novara. Adesso tocca al bargello Cavazzani raccogliere i cocci e riportare la serenità in città.</itunes:summary><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2026/03/27/1774607432853_Gialli-dal-passato-2048x2048.jpg</url></image><itunes:duration>00:22:29</itunes:duration></item><item><title>3. ORAZIO E I “PETAZZI DI TRENTO” (Prima parte)</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-8417dab2-280c-4448-a832-b20f44d7de1f</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:06:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Gialli-dal-passato-del-21042026-3-ORAZIO-E-I-PETAZZI-DI-TRENTO-Prima-parte-8417dab2-280c-4448-a832-b20f44d7de1f.html</link><description>C'erano molti modi, nella Trento del Settecento, per solennizzare gli avvenimenti più importanti che animavano la città, specie per le classi sociali più alte e quindi più ricche. Il modo più chiassoso consisteva nell'assoldare un'orchestrina di "petazzi" che si prestava a esibirsi– naturalmente a pagamento – per festeggiare una nascita, un fidanzamento, un matrimonio, un nuovo titolo nobiliare, un palazzo più grande e più moderno per andarci ad abitare, l'ennesimo incarico pubblico, la laurea di un figlio... Se vi chiedete da dove nasceva quel nome strano "petazzi", la risposta è sémplice: quel termine stava a indicare il fracasso musicale delle piccole compagnie di strumentisti e cantanti che si esibivano in concertini "fracassoni" appunto e indiavolati, con canti sguaiati accompagnati da trombe e tromboni, tamburi, nacchere e piatti, ma alla fine venne usato anche per chiamare gli stessi strumentisti, i cantanti e i ballerini che si esibivano in gruppo. Dalle cronache dell'epoca conservate nei diari di alcuni parroci di Trento, risulta che per solennizzare la possibile nomina a Vescovo di un figlio del ricco mercante trentino Michelangelo Ciani, ben due concerti vennero commissionati nello stesso giorno, purtroppo alla stessa ora, ma quel che è peggio affidati alla medesima orchestrina di "Petazzi" che si chiamava "Oreste e i Petazzi di Trento". Ve lo assicuriamo: quella volta ne successero di belle, ma soprattutto pure di brutte!</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=zqrvmozqXnUqK4jRzmyTpPpPlussAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. ORAZIO E I “PETAZZI DI TRENTO” (Prima parte)</itunes:title><itunes:summary>C'erano molti modi, nella Trento del Settecento, per solennizzare gli avvenimenti più importanti che animavano la città, specie per le classi sociali più alte e quindi più ricche. Il modo più chiassoso consisteva nell'assoldare un'orchestrina di "petazzi" che si prestava a esibirsi– naturalmente a pagamento – per festeggiare una nascita, un fidanzamento, un matrimonio, un nuovo titolo nobiliare, un palazzo più grande e più moderno per andarci ad abitare, l'ennesimo incarico pubblico, la laurea di un figlio... 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