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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Che ci faccio qui</title><description>Domenico Iannacone racconta le fragilità più profonde dell'esistenza: la mente, il mistero della vita e della morte, il bisogno di cura e di appartenenza. Uno sguardo intimo sul senso autentico del vivere.</description><pubDate>Thu, 10 Jul 2025 16:24:10 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/programmi/checifaccioqui</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751623090338_Che%20ci%20faccio%20qui_2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Inchieste e reportage"/><itunes:category text="Inchiesteereportage"/><itunes:category text="Messa in onda Tv"/><itunes:category text="Storie vere"/><itunes:category text="Programmitv"/><item><title>Jago, scultore ribelle</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-29a78437-5739-4864-b5ec-7ec719bfad26</guid><pubDate>Mon, 07 Jul 2025 14:50:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Che-ci-faccio-qui---Jago-scultore-ribelle-29a78437-5739-4864-b5ec-7ec719bfad26.html</link><description>Domenico Iannacone incontra uno degli artisti più celebri e liberi della sua generazione. Jago ha 32 anni e da bambino sognava di diventare come Michelangelo. Ha un dono eccezionale: sa scolpire la pietra come pochi. Allievo ribelle, lascia l'Accademia di Belle Arti per essere uno scultore libero. Per lui l'arte è anche comunicazione. Centinaia di migliaia di persone si collegano sui social per vederlo scolpire. La sua opera più importante, che ritrae Papa Benedetto XVI senza occhi, è diventata un caso nel mondo dell'arte.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=tpPpPlussB8tLstOQTUNLoG87jXBQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Jago, scultore ribelle</itunes:title><itunes:summary>Domenico Iannacone incontra uno degli artisti più celebri e liberi della sua generazione. Jago ha 32 anni e da bambino sognava di diventare come Michelangelo. Ha un dono eccezionale: sa scolpire la pietra come pochi. Allievo ribelle, lascia l'Accademia di Belle Arti per essere uno scultore libero. 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Domenico Iannacone ci porta nella dimensione di un pastore, ex pugile professionista. Un uomo fuori posto, non allineato, sganciato dalla realtà che lo circonda, uno che ha trovato il suo modo di essere libero assieme al suo cane e alle sue pecore sul margine silenzioso della Capitale.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=BLIXHdcweAN2JPevCbb9dgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Un pastore dentro la città</itunes:title><itunes:summary>Nella nuova puntata di "Che ci faccio qui" incontriamo un uomo che ha deciso di stare fuori dalla città pur rimanendoci dentro. Basta una manciata di passi, dal centro di Roma, per arrivare nel mondo di Gregorio. Domenico Iannacone ci porta nella dimensione di un pastore, ex pugile professionista. 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In un incontro intimo e intenso ci conduce nel suo mondo e ci fa comprendere come sia vivida e fertile la sua immaginazione. Come si possa vedere oltre, oltre gli errori dell'uomo, oltre quelli della storia. Forse ci basta chiudere gli occhi per capire il messaggio di un uomo che ha saputo immaginare il futuro.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=BcOssSlashgfE39CZ6Ya9O7JaTwgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Andrea Camilleri, vedere oltre</itunes:title><itunes:summary>17 luglio. L'Italia piange la scomparsa di Andrea Camilleri. Domenico Iannacone lo aveva incontrato per Che ci faccio qui. A 93 anni, benché privato della vista, Andrea continuava a inventare storie. In un incontro intimo e intenso ci conduce nel suo mondo e ci fa comprendere come sia vivida e fertile la sua immaginazione. Come si possa vedere oltre, oltre gli errori dell'uomo, oltre quelli della storia. 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Quella di un uomo, un umile maestro in pensione che ha deciso di prendere le parole stampate sui libri di carta e di portarle in giro, facendole arrivare in posti sconosciuti e dimenticati. Cosa spinge Antonio La Cava a fare centinaia di chilometri per portare gratuitamente libri a ragazzi e anziani quasi analfabeti che vivono nei paesi meno accessibili della Basilicata? Domenico Iannacone sale con lui sul suo mezzo a tre ruote.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=GGAJgkgpdfqZssSlashVL9u2URpQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Una biblioteca su tre ruote</itunes:title><itunes:summary>Nel tempo di Internet e dei social network, dove tutto corre veloce, "Che ci faccio qui" con un nuovo appuntamento ci porta dentro una storia che sembra arrivare da un'altra epoca. 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Con lui, ad essere inghiottiti dal mare, altri ottocento esseri umani in quello che è stato definito il più grande naufragio di migranti nel Mediterraneo: era il 18 aprile del 2015 e un barcone si inabissa col suo carico di disperati. Chi sono? Da dove vengono? Qual è la loro storia? Domenico Iannacone nella nuova puntata di "Che ci faccio qui" affronta il tema dei morti senza nome. Cristina Cattaneo è il medico legale che, analizzando le poche tracce rimaste di quei corpi, ha deciso di riconsegnare l'identità alle vittime per dare una risposta a centinaia di famiglie superstiti.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=essSlashL9NkrvLvYFXNKnTgZpPpPlussbgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Cristina Cattaneo, frammenti di identità</itunes:title><itunes:summary>Attraversare il mare sfidando l'ignoto in condizioni disumane. Portarsi dietro solo pochi oggetti come memoria delle proprie radici. 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Domenico Iannacone ci porta a conoscere la sua storia, quella di un ragazzo cresciuto in un paese sperduto della Calabria, in baracche costruite con lamiere. È lì che Marcello ha immaginato un mondo che non esisteva e ha sognato un'altra vita. A Roma sopravvive facendo di tutto: il sarto, l'imbianchino, il barbiere, ma il suo vero sogno resta il cinema. Fa la comparsa a Cinecittà fino al giorno in cui Matteo Garrone lo sceglie come protagonista del suo film Dogman. Quegli applausi che sognava da bambino tra le lamiere, a Cannes si trasformano in realtà. Camminando fra le statue cave di Cinecittà, Marcello racconta la magia "Ma se tu non sei vero - sostiene - diventi anche tu scenografia e basta".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=IvDLf8Zg3MrS9EMi7vP2OweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Marcello Fonte: sognando Cannes</itunes:title><itunes:summary>Che ci faccio qui? 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Domenico Iannacone incontra una sua vecchia conoscenza, un uomo al quale è legato da profonda stima e affetto e di cui ha promesso di narrare le vicende ogni qual volta gli fosse possibile. "Fai scelte di vita perché vuoi illuderti di essere un uomo libero. E in nome di quell'illusione perdi la libertà materiale perché, certamente, non posso essere libero come tutti" sostiene Nino De Masi, imprenditore di Gioia Tauro, che in Calabria è stato minacciato, ostacolato, isolato. Per questo da oltre 6 anni vive insieme alla sua famiglia sotto scorta e la sua azienda è presidiata dall'esercito. Una testimonianza dura di come questa terribile privazione di libertà non abbia impedito a De Masi di continuare a sognare un futuro migliore per sé e per la sua terra.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=4V7ShfJm2BXBbpJBtbypKweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Nino De Masi: una vita in ostaggio</itunes:title><itunes:summary>Esistono prigioni che non hanno sbarre. Prigioni dove vieni rinchiuso anche se non hai fatto niente. Catene che gli altri mettono ai nostri polsi per non farci muovere, per sottometterci. Si può essere liberi in un territorio assediato dalla 'ndrangheta? Domenico Iannacone incontra una sua vecchia conoscenza, un uomo al quale è legato da profonda stima e affetto e di cui ha promesso di narrare le vicende ogni qual volta gli fosse possibile. "Fai scelte di vita perché vuoi illuderti di essere un uomo libero. 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A soli 26 anni e senza nessuna certezza di lavoro si trasferisce in Italia per inseguire questo sogno. Inizia da operaio semplice in una grande azienda automobilistica ma ben presto si fa notare per la sua passione e per la sua creatività. Brucia tutte le tappe fino a fondare a sua volta una delle aziende più innovative e tecnologiche nel settore delle auto sportive. Oggi le sue automobili sono considerate vere e proprie opere d'arte. Domenico Iannacone incontra Horacio nel suo stabilimento ultra tecnologico di San Cesario sul Panaro in cui veri e propri artigiani assemblano a mano gli oltre 3mila pezzi che compongono ognuna delle automobili uniche al mondo. "Leonardo da Vinci diceva che il tempo è la cosa che corre più in fretta" sostiene Pagani mentre prepara il prossimo progetto.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=aVjpPpPluss9osAraHFhxGqDKPNpPpPlussQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Horacio Pagani e l'auto che verrà</itunes:title><itunes:summary>Che valore hanno i sogni fatti da bambini? Possono rimanere intatti nel tempo? Quella di Horacio Pagani è la storia di un uomo che immaginava di costruire la macchina più bella del mondo. Figlio di un fornaio, cresce nella sperduta Pampa argentina col mito delle auto da corsa. A soli 26 anni e senza nessuna certezza di lavoro si trasferisce in Italia per inseguire questo sogno. Inizia da operaio semplice in una grande azienda automobilistica ma ben presto si fa notare per la sua passione e per la sua creatività. 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Alex Bellini è un esploratore solitario, che ha scelto di impegnarsi in un viaggio molto pericoloso per mostrarci gli effetti dell'inquinamento globale. E Che ci faccio qui se lo domanda anche lui mentre naviga, da attivista, ciascuno dei 10 fiumi più inquinati del mondo.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=THHssSlashIifNfTayClracwHPKAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title> Alex Bellini tra i fiumi di plastica</itunes:title><itunes:summary>Quanto impiega un pezzo di plastica a dissolversi in natura? E dove finiscono i milioni di oggetti che buttiamo via ogni giorno? Domenico Iannacone incontra un uomo che ha deciso di seguire le vie dell'inquinamento fino all'Oceano, dove si trova un'isola di plastica grande tre volte la Francia. Alex Bellini è un esploratore solitario, che ha scelto di impegnarsi in un viaggio molto pericoloso per mostrarci gli effetti dell'inquinamento globale. 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Si parla di lui in tutto il mondo mentre Roma lo censura. "La street art è la cronaca vera fatta dal basso, il termometro sociale vero" racconta Mauro che, attraverso le sue incursioni urbane, con una punta di ironia, lancia messaggi di accoglienza e umanità. "Le parole scritte o parlate - dichiara - fanno effetto, ma dopo un po' si dimenticano. L'immagine, invece, resta impressa nella mente".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=5a0zeynrpefenk0Kyd6azgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Mauro Pallotta, in arte Maupal</itunes:title><itunes:summary>Domenico Iannacone si muove tra i vicoli di Borgo Pio, accanto al Vaticano, assieme a Mauro Pallotta, in arte Maupal, pittore che ha scelto di fare l'artista di strada per essere più libero. Il suo destino, però, sembra quello di veder cancellato quello che crea. E' l'autore di tre disegni di Papa Francesco diventato così il "Super Pope". 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E che davanti alle stragi di mafia ha scelto con i suoi scatti di farsi testimone per tutti noi. "Mi veniva impedito di fotografare ma io dovevo fotografare , dovevo fare il mio dovere - racconta a Iannacone Letizia Battaglia - in quanto donna e in quanto fotografa io dovevo".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=eH7UQco3GSZ2pPpPlussssSlashh9hTJ2FQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Letizia Battaglia, tra mafia e bellezza</itunes:title><itunes:summary>A volte basta una foto, una foto soltanto per far emergere in un attimo emozioni lontane, che ci hanno segnato. In questa puntata di Che ci faccio qui, Domenico Iannacone incontra Letizia Battaglia, una delle più grandi fotografe italiane. Una donna coraggiosa che è stata capace di raccontare miseria e bellezza di una città complicata come Palermo. E che davanti alle stragi di mafia ha scelto con i suoi scatti di farsi testimone per tutti noi. 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La sua storia assomiglia a quella dei tanti ragazzi cresciuti tra i soprusi e l'illegalità delle periferie romane. "Io ho sempre pensato di morire giovane e se non morivo giovane pensavo almeno di morire in galera. Era scritto per me" racconta Mirko che per anni entra ed esce dal carcere finché un giorno decide di cambiare vita. Oggi Mirko fa l'attore ma non solo, con il suo Comitato e l'Associazione Casale Caletto si dedica a sostenere le persone più bisognose del suo quartiere.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=Q8ssSlashBMx4IuQPiSNussSlashBdpaTweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Mirko Frezza, dentro la periferia</itunes:title><itunes:summary>In questa puntata di Che ci faccio qui, Domenico Iannacone incontra Mirko Frezza, un uomo che dopo una vita trascorsa a infrangere le regole ha deciso di ricominciare. La sua storia assomiglia a quella dei tanti ragazzi cresciuti tra i soprusi e l'illegalità delle periferie romane. "Io ho sempre pensato di morire giovane e se non morivo giovane pensavo almeno di morire in galera. Era scritto per me" racconta Mirko che per anni entra ed esce dal carcere finché un giorno decide di cambiare vita. 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Domenico Iannacone, con una puntata speciale di Che ci faccio qui, ci porta in un luogo straordinario: Il Teatro Patologico di Roma fondato da Dario D'Ambrosi. Dal 1992, attraverso la recitazione le persone affette da disagio mentale trovano il modo di comunicare e di uscire dall'isolamento. Una Compagnia teatrale unica al mondo, impegnata oggi nella messa in scena de Il Cappotto di Gogol. D'Ambrosi, attore e regista, uno dei maggiori artisti d'avanguardia italiani, da giovanissimo si è fatto rinchiudere per 3 mesi in un manicomio per capire cosa fosse la malattia mentale. Di quell'esperienza Dario ne fa ancora oggi uno scopo di vita. Siamo tutti matti ci porta tra le vite di Paolo, Cristiana, Marina, Antonella, gli attori affetti da disagio mentale che animano questo luogo straordinario e ci spingono a riflettere su quanto sia labile il confine tra normalità e follia.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=XKdz5mlEenhbG0tNc1ZWoweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Siamo tutti Matti</itunes:title><itunes:summary>Dove sono finiti i pazienti usciti dagli ospedali psichiatrici dopo la legge Basaglia del '78? Chi li cura oggi? Chi li accoglie? Siamo tutti matti è un viaggio spiazzante nella disabilità mentale, a più di quarant'anni dall'abolizione dei manicomi nel nostro Paese. Domenico Iannacone, con una puntata speciale di Che ci faccio qui, ci porta in un luogo straordinario: Il Teatro Patologico di Roma fondato da Dario D'Ambrosi. Dal 1992, attraverso la recitazione le persone affette da disagio mentale trovano il modo di comunicare e di uscire dall'isolamento. Una Compagnia teatrale unica al mondo, impegnata oggi nella messa in scena de Il Cappotto di Gogol. D'Ambrosi, attore e regista, uno dei maggiori artisti d'avanguardia italiani, da giovanissimo si è fatto rinchiudere per 3 mesi in un manicomio per capire cosa fosse la malattia mentale. Di quell'esperienza Dario ne fa ancora oggi uno scopo di vita. 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Gioia Di Biagio ha 34 anni ed è nata con una malattia rara che rende le articolazioni deboli e la pelle delicata come la seta. La sindrome di cui è affetta Gioia col tempo ha riempito il suo corpo di crepe, lasciandole cicatrici profonde anche nell'anima. Ogni cicatrice ha un nome, una data, un luogo. Domenico Iannacone ci porta nel mondo di chi ha imparato ad accettare le sue ferite, a ripararsi ogni giorno e a rendere così la sua vita ancora più preziosa e forte.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=TvLejWrrqDaUoopPpPlusssdLlagweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Gioia di Biagio, come oro nelle crepe</itunes:title><itunes:summary>Cosa significa abitare un corpo fragile e fare i conti tutti i giorni con la paura di rompersi? Gioia Di Biagio ha 34 anni ed è nata con una malattia rara che rende le articolazioni deboli e la pelle delicata come la seta. 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E quante volte abbiamo avuto voglia di fare qualcosa ma non l'abbiamo fatto? Questa puntata è dedicata a un gruppo che ha deciso di agire in prima persona, senza attendere che siano le istituzioni a farlo. Retake, nato da un'idea di Rebecca Spitzmiller, americana trapiantata in Italia, è un movimento spontaneo di cittadini che si prendono cura del bene comune. Oggi il movimento è attivo in oltre quaranta città italiane. Domenico Iannacone si è recato a Napoli dai volontari che dedicano il proprio tempo libero a ripulire intere zone della città.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ohsxx89XMcdlQoi5xLVRCweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Retake: l'arte di curare la propria città</itunes:title><itunes:summary>Quante volte abbiamo visto le nostre città sporche, abbandonate al degrado e all'incuria? E quante volte abbiamo avuto voglia di fare qualcosa ma non l'abbiamo fatto? 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Eugenia non è una preside qualunque, da sempre si batte per salvare i ragazzi dal pericolo dello spaccio e della criminalità organizzata offrendo loro una prospettiva diversa. Proprio lì, sola e con pochi mezzi, ha trasformato una scuola disastrata in una vera e propria eccellenza. Questa preside di periferia sa che il tempo in quelle zone vale molto: "Io se perdo un minuto ho perso un ragazzo perché in quel minuto viene qualcun altro che con uno sguardo è capace di portarselo via".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=2ONF0XM2VTvKpPpPlussaNy2BC5CAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Eugenia Carfora: preside in trincea</itunes:title><itunes:summary>Cosa può fare la scuola per salvare i giovani che vivono in zone difficili del nostro Paese? Che mezzi ha per strapparli alla criminalità? 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La sua è la storia di un sì detto quasi per caso, di chi ha abbandonato il sogno di una carriera per lottare per ciò in cui credeva. A Pizzone, però, il Comune lo gestisce da sola, insieme ad un unico vigile tuttofare. Domenico Iannacone l'ha incontrata durante una giornata di lavoro qualunque, tra gli impegni istituzionali e le richieste dei cittadini che vivono a pochi passi dalla sua abitazione. La sua è una vera e propria missione quotidiana, non solo un impegno burocratico.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=apPpPlussWvZn5qXbtdpPpPlussUhW50AjHgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Letizia di Iorio, una sindaca sola</itunes:title><itunes:summary>A Pizzone, un piccolo paese di 300 anime in Molise, Letizia Di Iorio ha fatto una scelta controcorrente: prendersi cura degli altri, lottare per il bene comune. 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Malgrado la malattia Sammy si è laureato e insieme alla sua famiglia ha fondato un'associazione per sostenere chi è affetto da questa patologia. Domenico Iannacone lo incontra per "Che ci faccio qui". Un modo per riflettere e per guardare gli altri andando al di là della natura fisica. Portandoci, così, a scoprire la realtà di chi vive sospeso tra una mente giovane e un corpo già vecchio.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=u3ANLoEs6uQKYPnzYssSlashfssSlashwweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Sammy Basso: un giovane già vecchio</itunes:title><itunes:summary>"Per me pensare al futuro significa agire ora perché il presente è l'unico momento in cui possiamo fare qualcosa". Sammy Basso ha 23 anni ma, a prima vista, appare come un uomo molto anziano. E' affetto da progeria, una malattia rarissima che provoca invecchiamento precoce del corpo. Malgrado la malattia Sammy si è laureato e insieme alla sua famiglia ha fondato un'associazione per sostenere chi è affetto da questa patologia. Domenico Iannacone lo incontra per "Che ci faccio qui". Un modo per riflettere e per guardare gli altri andando al di là della natura fisica. Portandoci, così, a scoprire la realtà di chi vive sospeso tra una mente giovane e un corpo già vecchio.</itunes:summary><itunes:duration>00:18:34</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751623090338_Che%20ci%20faccio%20qui_2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Maria De Biase: la scuola verde</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-0ebe3b8f-66cc-415b-9d86-5ee1e4d14abf</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 10:47:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Che-ci-faccio-qui---Maria-De-Biase-la-scuola-verde-0ebe3b8f-66cc-415b-9d86-5ee1e4d14abf.html</link><description>Insegnare ai ragazzi a prendersi cura dell'ambiente. In Campania, la preside Maria De Biase ha messo in atto una vera e propria rivoluzione. La merenda si fa con pane e olio, perché le merendine sono vietate, la plastica è bandita e con gli olii esausti si fanno le saponette. Domenico Iannacone ci porta in questa scuola primaria, nel cuore del Cilento, dove si insegna il rispetto della natura, l'ecosostenibilità e il riciclo. Seicento bambini scoprono ogni giorno la bellezza di preservare il Pianeta che ci ospita.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=v5rNVJXGcXhbW9MjOLzh6QeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Maria De Biase: la scuola verde</itunes:title><itunes:summary>Insegnare ai ragazzi a prendersi cura dell'ambiente. In Campania, la preside Maria De Biase ha messo in atto una vera e propria rivoluzione. La merenda si fa con pane e olio, perché le merendine sono vietate, la plastica è bandita e con gli olii esausti si fanno le saponette. 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Quella massa riempì lo stadio della città pugliese. L'Italia, da Paese di emigranti si scoprì approdo della nuova immigrazione. Dopo quasi 30 anni, cosa è stato di quella gente? Come sono cresciuti i loro figli? Domenico Iannacone incontra una giovane nata in Albania e cresciuta in provincia di Pescara, Anita Likmeta, che in Italia si è laureata ed è diventata giornalista e imprenditrice. Attraverso il suo racconto proviamo a capire come è cambiato il nostro sguardo sugli altri.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=iIo0C9I6DE7j8xj9tfqkZgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Anita Likmeta: l'altra faccia dell'immigrazione</itunes:title><itunes:summary>Nel 1991 ha luogo a Bari il più grande sbarco di migranti mai avvenuto nel nostro Paese. Dalla nave Vlora, proveniente dall'Albania, scendono tutte in una volta 20 mila persone. Quella massa riempì lo stadio della città pugliese. 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È stata lei, con il suo team, ad annunciare al mondo un'incredibile scoperta: l'acqua su Marte. Domenico Iannacone la incontra, insieme alla sua squadra di ricercatori, nei laboratori dove tutto è cominciato. Un viaggio tra futuro, scienza ed eccellenze italiane.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=L5JWj3w5Ifsauy197YldkQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Elena Pettinelli, lo sguardo verso il cielo</itunes:title><itunes:summary>Elena Pettinelli aveva 6 anni quando, su una tv in bianco e nero, vide il primo uomo mettere piede sulla Luna. Da allora, non ha mai smesso di guardare le stelle. Oggi è una scienziata, ha 56 anni, 12 di precariato alle spalle e insegna Fisica terrestre all'Università di Roma Tre. È stata lei, con il suo team, ad annunciare al mondo un'incredibile scoperta: l'acqua su Marte. Domenico Iannacone la incontra, insieme alla sua squadra di ricercatori, nei laboratori dove tutto è cominciato. Un viaggio tra futuro, scienza ed eccellenze italiane.</itunes:summary><itunes:duration>00:18:25</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751623090338_Che%20ci%20faccio%20qui_2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Stefano Mancuso, la nazione delle piante</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-750a20fe-7522-4b84-911d-048d5d4617f2</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 11:01:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Che-ci-faccio-qui---Stefano-Mancuso-la-nazione-delle-piante-750a20fe-7522-4b84-911d-048d5d4617f2.html</link><description>Qual è la comunità vivente più evoluta? Secondo Stefano Mancuso è la Nazione delle piante. Neurobiologo vegetale, inserito nel 2013 dal New Yorker nella classifica dei "world changers", le persone che cambieranno il mondo, ha scritto la Costituzione del mondo vegetale. "La Nazione delle piante si autogoverna da milioni di anni ed è molto più raffinata della nostra, così recente e rozza". Ma le piante possiedono dei sensi sviluppati? Provano emozioni? Domenico Iannacone incontra Stefano Mancuso a "Che ci faccio qui", in una puntata spiazzante, per mostrare la realtà da un punto di vista radicalmente nuovo.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=lgVLkOHFmWIZZEHBA8Y5EQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Stefano Mancuso, la nazione delle piante</itunes:title><itunes:summary>Qual è la comunità vivente più evoluta? Secondo Stefano Mancuso è la Nazione delle piante. Neurobiologo vegetale, inserito nel 2013 dal New Yorker nella classifica dei "world changers", le persone che cambieranno il mondo, ha scritto la Costituzione del mondo vegetale. "La Nazione delle piante si autogoverna da milioni di anni ed è molto più raffinata della nostra, così recente e rozza". Ma le piante possiedono dei sensi sviluppati? Provano emozioni? Domenico Iannacone incontra Stefano Mancuso a "Che ci faccio qui", in una puntata spiazzante, per mostrare la realtà da un punto di vista radicalmente nuovo.</itunes:summary><itunes:duration>00:18:39</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751623090338_Che%20ci%20faccio%20qui_2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Franco Arminio, il poeta-paesologo</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-7ac8b865-829e-4093-bb07-06f7cfc4ff6a</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 11:05:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Che-ci-faccio-qui---Franco-Arminio-il-poeta-paesologo-7ac8b865-829e-4093-bb07-06f7cfc4ff6a.html</link><description>Esistono paesi di cui non si occupa più nessuno, che giorno dopo giorno si svuotano lasciando intravedere porte e finestre sbarrate. Dov'è finita tutta l'umanità che li abitava? A "Che ci faccio qui", Domenico Iannacone incontra Franco Arminio, il poeta-paesologo di Bisaccia, in provincia di Avellino. In questi anni il suo impegno lo ha reso un simbolo contro lo spopolamento e l'abbandono di tante piccole comunità. Un viaggio per far comprendere che anche la parola di un poeta può far rivivere quei luoghi.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=4maIg47WonoMEOi6PGfYDgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Franco Arminio, il poeta-paesologo</itunes:title><itunes:summary>Esistono paesi di cui non si occupa più nessuno, che giorno dopo giorno si svuotano lasciando intravedere porte e finestre sbarrate. Dov'è finita tutta l'umanità che li abitava? A "Che ci faccio qui", Domenico Iannacone incontra Franco Arminio, il poeta-paesologo di Bisaccia, in provincia di Avellino. In questi anni il suo impegno lo ha reso un simbolo contro lo spopolamento e l'abbandono di tante piccole comunità. Un viaggio per far comprendere che anche la parola di un poeta può far rivivere quei luoghi.</itunes:summary><itunes:duration>00:19:08</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751623090338_Che%20ci%20faccio%20qui_2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Don Ciotti: sempre al fianco dei deboli</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-6ac02141-8ac0-419d-a261-36264aa1160c</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 11:10:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/07/Che-ci-faccio-qui---Don-Ciotti-sempre-al-fianco-dei-deboli-6ac02141-8ac0-419d-a261-36264aa1160c.html</link><description>"Possibile che diverse migliaia di persone che hanno scelto il male, il crimine, debbano tenere in ostaggio un paese fatto di milioni di cittadini?" Una vita spesa lottando per la legalità, anche a costo di sacrificare la propria libertà. Don Luigi Ciotti, minacciato di morte, da trent'anni vive sotto scorta. Fondatore del Gruppo Abele e di Libera è il simbolo della lotta a tutte le mafie. Vincendo le resistenze di uno Stato assente, è stato tra i promotori della legge sulla confisca dei beni alla mafia. Don Ciotti, in un'intervista intima e appassionata con Domenico Iannacone, ripercorre questi anni difficili e tutte le sue battaglie al fianco dei più deboli.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=fb5iYbru7jzg5KHzOFyO9geeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Don Ciotti: sempre al fianco dei deboli</itunes:title><itunes:summary>"Possibile che diverse migliaia di persone che hanno scelto il male, il crimine, debbano tenere in ostaggio un paese fatto di milioni di cittadini?" Una vita spesa lottando per la legalità, anche a costo di sacrificare la propria libertà. Don Luigi Ciotti, minacciato di morte, da trent'anni vive sotto scorta. Fondatore del Gruppo Abele e di Libera è il simbolo della lotta a tutte le mafie. Vincendo le resistenze di uno Stato assente, è stato tra i promotori della legge sulla confisca dei beni alla mafia. Don Ciotti, in un'intervista intima e appassionata con Domenico Iannacone, ripercorre questi anni difficili e tutte le sue battaglie al fianco dei più deboli.</itunes:summary><itunes:duration>00:19:27</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/07/04/1751623090338_Che%20ci%20faccio%20qui_2048x2048.jpg</url></image></item></channel></rss>