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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Veneto</title><description>I luoghi meravigliosi del Veneto raccontati a Radio3 da scrittori, poeti, studiosi e artisti. Ascolta "Le meraviglie" di Radio3 in podcast &gt;&gt;</description><pubDate>Wed, 13 Oct 2021 11:21:22 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/playlist/veneto</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2018/03/26/1522072967299_veneto%201485424767893Venezia_-_Torcello_01.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Programmiradio"/><itunes:category text="Arte"/><itunes:category text="Cittaemonumenti"/><itunes:category text="Viaggi"/><item><title>Isola di Torcello raccontata da Sandro Cappelletto</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-eab3e329-fd4b-444a-9713-ffd7e4335cd4</guid><pubDate>Thu, 26 Jan 2017 11:01:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2017/01/Lisola-di-Torcello-eab3e329-fd4b-444a-9713-ffd7e4335cd4.html</link><description>A bordo di un battello navighiamo attraverso le barene della laguna di Venezia e sbarchiamo all'Isola di Torcello che scopriamo con Sandro Cappelletto, giornalista e critico musicale. Avventurandoci tra ponticelli, vicoli e tamerici ci muoviamo alla scoperta dell'isola. Torcello oggi è una meraviglia quasi disabitata ma un tempo fu popolata da quasi ventimila persone, visitiamo con Cappelletto il trono di Attila, meta cara a tante generazioni di bambini veneziani, la Basilica di Santa Maria Assunta e la Chiesa di Santa Fosca,  i resti romani e bizantini.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=qz7Wu9KQKA8eeqqEEqual"/><itunes:title>Isola di Torcello raccontata da Sandro Cappelletto</itunes:title><itunes:summary>A bordo di un battello navighiamo attraverso le barene della laguna di Venezia e sbarchiamo all'Isola di Torcello che scopriamo con Sandro Cappelletto, giornalista e critico musicale. Avventurandoci tra ponticelli, vicoli e tamerici ci muoviamo alla scoperta dell'isola. 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Ci si ritrova nel foyer o anche solo per visitare il Museo (sempre aperto) e bere un caffè in compagnia. C'è un legame di sangue e di anima della città con il suo teatro che ha subito ben due incendi, uno nell'ottocento e l'altro devastante nel 1996, dai quali è però sempre risorto. Roberto Bianchin ripercorre i suoi ricordi dell'incendio del 1996 e dei sette anni che ci vollero per riaprirlo al pubblico e ci guida attraverso le sale apollinee, le luci, gli stucchi e la magia di questo meraviglioso teatro.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=UYal0EcSrZseeqqEEqual"/><itunes:title>Teatro La Fenice di Venezia raccontato da Roberto Bianchin</itunes:title><itunes:summary>Roberto Bianchin ci porta all'interno del Teatro La Fenice, che per i Veneziani è considerato una seconda casa in cui si ritrovano anche tutti quelli che non amano la lirica o non seguono le stagioni di prosa. 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Anna Toscano scrittrice e poetessa trevigiana intreccia i ricordi personali con episodi storici del secolo scorso. Partiamo da Ponte Dante dove entriamo ascoltando una lettura del IX canto del Paradiso. Anna Toscano ricorda Luigi Bailo e il quartiere universitario; non manca un passaggio da Piazza dei Signori un "luogo di tradizione inventata" dove è stato girato a metà anni sessanta"Signore e Signori" di Pietro Germi. La Piazza fu brutalizzata dai bombardamenti alleati del 7 aprile  1944 che uccisero in città più di mille persone. Un romanzo che riprende quegli avvenimenti venne scritto nel'immediato dopoguerra da Giuseppe Berto: "Il Cielo è Rosso".  Attraversiamo il Buranelli ed ecco che si apre a noi l'Isola della Pescheria. Di forma ovale l'isola è stata creata nell'Ottocento unendo tre isolotti.  E' il cuore pulsante della città dove la vita scorre dalla mattina presto con il mercato del pesce fino a tarda sera con le osterie, i bar, gli aperitivi. Così la descriveva Comisso:"La pescheria era situata in un isoletta sul Cagnan, frondosa di castagni ed era la più tipica pescheria del mondo, galleggiante sulle acque."</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=FvyhassSlashFGWbweeqqEEqual"/><itunes:title>Isola della Pescheria di Treviso raccontata da Anna Toscano</itunes:title><itunes:summary>Per raggiungere l'Isola della Pescheria passiamo per i punti più significativi di Treviso. Anna Toscano scrittrice e poetessa trevigiana intreccia i ricordi personali con episodi storici del secolo scorso. Partiamo da Ponte Dante dove entriamo ascoltando una lettura del IX canto del Paradiso. Anna Toscano ricorda Luigi Bailo e il quartiere universitario; non manca un passaggio da Piazza dei Signori un "luogo di tradizione inventata" dove è stato girato a metà anni sessanta"Signore e Signori" di Pietro Germi. 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Costruito dai Romani nel I secolo a. C., il Ponte Pietra è il più antico monumento romano di Verona e forse anche il più suggestivo. Esso univa l'originario tracciato della via Postumia con il colle antistante in corrispondenza di un guado sul fiume Adige, utilizzato sin dai tempi antichi.   Lo attraversiamo con Pretto di giorno, anche se è durante la notte che il ponte si trasforma in uno dei luoghi più romantici della città, complice una sapiente illuminazione e il silenzio grazie al quale si può sentire l'acqua scagliarsi contro i pilastri di sostegno. Più volte distrutto e sempre ricostruito, anche il Ponte Pietra fu oggetto dello scempio nazista durante la seconda Guerra Mondiale. Fatto saltare il 24 aprile 1945 dai Tedeschi in fuga, fu poi ricostruito utilizzando esclusivamente i materiali originali recuperati dal letto del fiume.  </description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=muKPswsmFfweeqqEEqual"/><itunes:title>Ponte Pietra a Verona raccontato da Giampaolo Pretto</itunes:title><itunes:summary>Il Ponte Pietra è il luogo dell'anima di Giampaolo Pretto, primo flauto dell'Orchestra Sinfonica della Rai e veronese di nascita, che ci racconta la sua antica fascinazione per questo luogo tra parole, poesia e musica. Costruito dai Romani nel I secolo a. 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Alla fine dell'ottocento vicino  all'Astichello, sorge per opera di Giuseppe Roi, un canapificio che produceva prodotti per la nautica, per la casa, teloni per autocarri e durante la guerra tessuto per paracadute. Il modello di sviluppo imprenditoriale era quello sociale: nei primi del novecento la famiglia Roi edificava le case per gli operai costruendo nel 1929 un teatro sede di una filodrammatica. Nello stabilimento lavoravano soprattutto donne tra le quali la madre di Vitaliano Trevisan. Dalla fine della seconda guerra mondiale inizia una lunga crisi del settore della canapa che ha portato nel 1957 alla fine della avventura della famiglia Roi. La fabbrica diventa proprietà della SIVI (Società Industriale Vicentina Illuminazione) per poi venir acquisita da una multinazionale che avrebbe prima trasformato le strutture in centro logistico dislocando la produzione per poi, secondo un copione già visto, chiuderla definitivamente. La vegetazione abbraccia oggi le mura e le strutture della fabbrica creando un effetto alla Piranesi e mostrando la fine di un modello di sviluppo ad oggi sostituito da nulla e come ci suggerisce Trevisan se i centri storici diventano scenografie gli edifici industriali diventano semplicemente altre scenografie. </description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=U0gfTqeZdxseeqqEEqual"/><itunes:title>Ex Canapificio di Cavazzale raccontato da Vitaliano Trevisan </itunes:title><itunes:summary>Lo scrittore Vitaliano Trevisan ci porta a condividere la storia di un ex canapificio nel vicentino. Una importante struttura dismessa, rende possibile un discorso sul carattere di un territorio molto legato all'industria tessile. Alla fine dell'ottocento vicino  all'Astichello, sorge per opera di Giuseppe Roi, un canapificio che produceva prodotti per la nautica, per la casa, teloni per autocarri e durante la guerra tessuto per paracadute. 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Partendo dal Sestiere di San Marco raggiungiamo Palazzo Fortuny esplorando la storia di un luogo e la biografia del geniale artista spagnolo. Ma passeggiando per le Calli Anna Toscano ci ricorda alcuni tra gli scrittori più significativi ed empatici tra quelli che nel dopoguerra hanno cantato Venezia: Diego Valeri, Joseph Brodsky e Mario Stefani. Di Stefani e Valeri ascoltiamo alcuni  documenti originali. La puntata si chiude visitando l'ultimo piano di Palazzo Fortuny dove iniziò l'avventura di Mariano a Venezia e da dove si gode uno spettacolo a 360 gradi sulla città lagunare.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=QVzHwGtSeBYeeqqEEqual"/><itunes:title>Campo San Beneto a Venezia raccontato da Anna Toscano</itunes:title><itunes:summary>Con Anna Toscano percorriamo le strade di Venezia per raggiungere Campo San Beneto un luogo ancora relativamente immune dalla pressione del turismo di massa. 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Qui si può rivivere il momento, la svolta, la rivoluzione epistemologica che ha reso possibile il Rinascimento, quella riscoperta di una dimensione del vivere che non vedeva più nella campagna una "Selva Oscura" ma un ambiente sano, fonte di ispirazione per le lettere e la pittura. Dalla casa ad Arquà vediamo il paesaggio che ha ispirato il poeta, la cui esemplarità indica quella relazione tra uomo e natura ispirata anche dai grandi classici della Roma antica.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=OAcX0nEx1ssSlashgeeqqEEqual"/><itunes:title>Casa Petrarca ad Arqua'raccontata da Guido Beltramini </itunes:title><itunes:summary>Con il direttore del Palladio Museum, Guido Beltramini, visitiamo la Casa del Petrarca ad Arquà.  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Una quotidianità vivace da un lato ma anche il ricordo e la testimonianza di eventi drammatici convivono.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=iZoiBXwtme4eeqqEEqual"/><itunes:title>Ghetto di Venezia raccontato da Shaul Bassi</itunes:title><itunes:summary>Shaul Bassi, autore di "Shakespeare in Venice", ci porta al Ghetto. Scopriamo con lui i molteplici e contraddittori aspetti della storia di questo luogo "dalle tante dimensioni". 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Ci accompagnano le parole di John Ruskin e Joseph Brodsky  e di tanti scrittori e artisti che hanno amato questa città. Anna Ottani Cavina, intrecciando storia politica e artistica della Serenissima,  ci illustra le trame geometriche, le tessiture e la struttura del Palazzo Ducale il Palazzo del Doge, uno dei capolavori dell'architettura mondiale. "Una panchina a Manhattan" e "Terre senz'ombra" sono gli ultimi volumi pubblicati per Adelphi da Anna Ottani Cavina;  Già visiting professor presso numerosi atenei statunitensi (Yale, Brown e Columbia), il suo saggio I paesaggi della ragione. La città neoclassica da David a Humbert de Superville (1994) ha ottenuto il Premio Morassi per la Storia dell'Arte. Ha collaborato a più riprese con la National Gallery di Washington, il Getty Center di Los Angeles e il Metropolitan Museum di New York. Nel 1996 l'Académie française le ha conferito il titolo di Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres. Presso la Columbia University di New York ha tenuto nel 1999 le prestigiose Italian Academy Lecture Series; ha inoltre creato e diretto la Fondazione Federico Zeri, di cui è presidente onorario.  </description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=o0qmTUFpTbMeeqqEEqual"/><itunes:title>Palazzo Ducale a Venezia raccontata da Anna Ottani Cavina</itunes:title><itunes:summary>L'incontro con Venezia prima della ferrovia [1861] avveniva necessariamente via mare e dunque con Anna Ottani Cavina storica dell'arte sbarchiamo idealmente a Piazza San Marco. Ci accompagnano le parole di John Ruskin e Joseph Brodsky  e di tanti scrittori e artisti che hanno amato questa città. Anna Ottani Cavina, intrecciando storia politica e artistica della Serenissima,  ci illustra le trame geometriche, le tessiture e la struttura del Palazzo Ducale il Palazzo del Doge, uno dei capolavori dell'architettura mondiale. "Una panchina a Manhattan" e "Terre senz'ombra" sono gli ultimi volumi pubblicati per Adelphi da Anna Ottani Cavina;  Già visiting professor presso numerosi atenei statunitensi (Yale, Brown e Columbia), il suo saggio I paesaggi della ragione. La città neoclassica da David a Humbert de Superville (1994) ha ottenuto il Premio Morassi per la Storia dell'Arte. Ha collaborato a più riprese con la National Gallery di Washington, il Getty Center di Los Angeles e il Metropolitan Museum di New York. Nel 1996 l'Académie française le ha conferito il titolo di Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres. Presso la Columbia University di New York ha tenuto nel 1999 le prestigiose Italian Academy Lecture Series; ha inoltre creato e diretto la Fondazione Federico Zeri, di cui è presidente onorario.  </itunes:summary><itunes:duration>00:27:42</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2023/07/20/1689872256577_castelli%20e%20palazzi-2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Tomba Brion a San Vito di Altivole raccontata Guido Beltramini</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-20aae7d4-9cd9-4864-8732-9bd7b9a20603</guid><pubDate>Fri, 08 Jun 2018 06:51:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2018/06/LE-MERAVIGLIE-La-Tomba-Brion-a-San-Vito-di-Altivole-raccontata-Guido-Beltramini-20aae7d4-9cd9-4864-8732-9bd7b9a20603.html</link><description>Guido Beltramini ci mostra il monumento funerario di Carlo Scarpa</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=TvssSlashkn7WKLoQeeqqEEqual"/><itunes:title>Tomba Brion a San Vito di Altivole raccontata Guido Beltramini</itunes:title><itunes:summary>Guido Beltramini ci mostra il monumento funerario di Carlo Scarpa</itunes:summary><itunes:duration>00:28:40</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2024/10/16/1729065400099_Cimiteri-2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Palazzo Querini Stampalia a Venezia raccontato da Anna Toscano</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-2968f8df-5180-4610-b2c5-85c7d71d9628</guid><pubDate>Fri, 26 Oct 2018 07:51:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2018/10/LE-MERAVIGLIE---Palazzo-Querini-Stampalia-raccontato-da-Anna-Toscano-2968f8df-5180-4610-b2c5-85c7d71d9628.html</link><description>Con la scrittrice e poetessa Anna Toscano visitiamo il Palazzo cinquecentesco dove ha sede la Fondazione Quirini Stampalia. Il palazzo, restaurato negli anni sessanta da Carlo Scarpa e più recentemente da Mario Botta, ospita una biblioteca che trae origine dalla donazione dell'intero patrimonio culturale dell'antica famiglia Querini alla città e "all'uso pubblico", e nei suoi oltre centotrenta anni di vita essa è divenuta la "biblioteca dei veneziani", frequentata da un pubblico eterogeneo di lettori, studenti, studiosi, sia italiani che stranieri, e comuni cittadini, che utilizzano le diverse sezioni delle raccolte bibliografiche. Di Anna Toscano è uscito a Ottobre "Al Buffet con la morte" per la casa editrice La Vita Felice </description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=IZgjfp0S04MeeqqEEqual"/><itunes:title>Palazzo Querini Stampalia a Venezia raccontato da Anna Toscano</itunes:title><itunes:summary>Con la scrittrice e poetessa Anna Toscano visitiamo il Palazzo cinquecentesco dove ha sede la Fondazione Quirini Stampalia. 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Attraverso la storia di Giovanni Grimani, il committente di quello che oggi è un interessantissimo museo ( http://www.palazzogrimani.org/), ripercorriamo il cinquecento veneziano e la storia dell'arte del rinascimento.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ZxZZRF6afTseeqqEEqual"/><itunes:title>Palazzo Grimani a Venezia raccontato da Guido Beltramini</itunes:title><itunes:summary>Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum, ci porta all'interno di uno dei Palazzi più significativi di Venezia. 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La Villa costruita su iniziativa di Alvise Cornaro a partire dal 1535, illustra il passaggio tra la Villa di Campagna sul modello del Petrarca e la Villa Palladiana. In questo luogo la relazione tra architettura e paesaggio è tuttora esemplare.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ibiusssSlashOYtUwxfYeYFqCBFgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia raccontata da Guido Beltramini</itunes:title><itunes:summary>Con Guido Beltramini visitiamo Villa dei Vescovi immersa nel favoloso scenario dei Colli Euganei. La Villa costruita su iniziativa di Alvise Cornaro a partire dal 1535, illustra il passaggio tra la Villa di Campagna sul modello del Petrarca e la Villa Palladiana. 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Un'altra letteratura latina che «non» avete studiato a scuola"(Quodlibet)</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=KTssSlashO6pPpPlussvHpOraJbdSqAA3HQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Palazzo della Ragione a Padova raccontato da Stefano Tonietto</itunes:title><itunes:summary>Il Palazzo della Ragione è il cuore pulsante di Padova. Stefano Tonietto ci accompagna in un luogo vasto e ricco di immagini.  Di Stefano Tonietto ricordiamo" Letteratura latina inesistente. 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Percorriamo gli spazi esterni ed entriamo nella Villa con il direttore del Palladio Museum: Guido Beltramini che ci introduce alle storie e ai segreti di questo luogo magico.  Palladio progetta la Villa in un contesto particolare che così descrive  nel suo trattato, I Quattro libri dell'Architettura [1570]: "Il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possano ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, et è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall' altra è circondato da altri amenissimi colli, che rendono l'aspetto di un molto grande Theatro, e sono tutti coltivati, et abondanti di frutti eccellentissimi, et di buonissime viti: Onde perché gode da ogni parte di bellissime viste, delle quali alcune sono terminate, alcune più lontane, et altre, che terminano con l'Orizonte…" Guido Beltramini è direttore del Palladio Museum https://www.palladiomuseum.org/ Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Palladio privato, Marsilio2008; Andrea Palladio. Il mistero del volto. Ediz. a colori Officina Libraria 2017;  Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia. Catalogo della mostra (Venezia, 19 marzo 2015-19 giugno 2016). Ediz. illustrata Marsilio2016.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=c7GVMapZdqBreE0w28kpnweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Villa La Rotonda a Vicenza raccontata da Guido Beltramini</itunes:title><itunes:summary>"Oggi andai a vedere la splendida casa detta la Rotonda, posta sopra un'amena altura a mezz'ora di strada della città. L'architettura forse non ha mai creato nulla di così lussuoso" Così nel 1786 scriveva Johann Wolfgang Goethe nel suo Viaggio in Italia ma ancora oggi la Villa progettata da Andrea Palladio rimane un' icona assoluta dell'architettura globale. Percorriamo gli spazi esterni ed entriamo nella Villa con il direttore del Palladio Museum: Guido Beltramini che ci introduce alle storie e ai segreti di questo luogo magico.  Palladio progetta la Villa in un contesto particolare che così descrive  nel suo trattato, I Quattro libri dell'Architettura [1570]: "Il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possano ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, et è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall' altra è circondato da altri amenissimi colli, che rendono l'aspetto di un molto grande Theatro, e sono tutti coltivati, et abondanti di frutti eccellentissimi, et di buonissime viti: Onde perché gode da ogni parte di bellissime viste, delle quali alcune sono terminate, alcune più lontane, et altre, che terminano con l'Orizonte…" Guido Beltramini è direttore del Palladio Museum https://www.palladiomuseum.org/ Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Palladio privato, Marsilio2008; Andrea Palladio. Il mistero del volto. Ediz. a colori Officina Libraria 2017;  Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia. Catalogo della mostra (Venezia, 19 marzo 2015-19 giugno 2016). 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Attraversiamo in particolare quello che viene definito "bosco testimone" dove l'intervento dell'uomo è stato negli ultimi anni quasi nullo e dove dunque la biodiversità prospera. Ma la vera sorpresa, ci dice Daniele Zovi, è invisibile e si trova, camminando per il bosco, sotto i nostri piedi: un fitto e articolato mondo fatto di radici e forme di vita che comunicano incessantemente tra loro, una rete assimilabile ad internet, dove non mancano inaspettati gesti di solidarietà. Daniele Zovi, vicentino, è scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici. Ha redatto il Piano naturalistico della Val d'Assa e il piano di riassetto delle proprietà silvo-pastorali di Asiago, Conco e Lusiana. È membro dell'Accademia Olimpica di Vicenza e dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali di Firenze. Tra i suoi libri: "La grande foresta. Storia dei boschi dell'Altopiano di Asiago (2018)", "Alberi Sapienti Antiche Foreste (Utet 2018)", l'ultimo libro è "Italia selvatica" (Utet 2019).    </description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=bDkPZ4dwf3SqOuMN92HXOQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Boschi dell'Altopiano d'Asiago raccontati da Daniele Zovi</itunes:title><itunes:summary>La prima guerra mondiale non risparmiò nulla: anche i boschi furono decimati; così immediatamente dopo la fine delle ostilità più di dieci milioni di piante furono messe a dimora per ripopolare le foreste dell'altopiano di Asiago. Percorriamo questi sentieri ricchi di storia con Daniele Zovi scrittore e divulgatore, che si è preso cura di questi luoghi. Attraversiamo in particolare quello che viene definito "bosco testimone" dove l'intervento dell'uomo è stato negli ultimi anni quasi nullo e dove dunque la biodiversità prospera. Ma la vera sorpresa, ci dice Daniele Zovi, è invisibile e si trova, camminando per il bosco, sotto i nostri piedi: un fitto e articolato mondo fatto di radici e forme di vita che comunicano incessantemente tra loro, una rete assimilabile ad internet, dove non mancano inaspettati gesti di solidarietà. Daniele Zovi, vicentino, è scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici. Ha redatto il Piano naturalistico della Val d'Assa e il piano di riassetto delle proprietà silvo-pastorali di Asiago, Conco e Lusiana. È membro dell'Accademia Olimpica di Vicenza e dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali di Firenze. Tra i suoi libri: "La grande foresta. 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La Serenissima dalle origini alla caduta" è uscito per Mondadori nel Giugno 2019.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=n7TLlyshwShGwD8mxSvKqgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Arsenale di Venezia raccontato da Riccardo Calimani</itunes:title><itunes:summary>L'Arsenale è sempre stato centrale per la Repubblica di Venezia, ne ripercorriamo la storia con Riccardo Calimani. L'ultimo libro di Riccardo Calimani dal "Storia della Repubblica di Venezia. 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Notizie più certe si hanno a partire dal 982 il Doge Memmo donò questi terreni ad un abate benedettino: Giovanni Morosini il quale vi fondò un convento ancora attivo. Sbarchiamo sull'Isola con lo scrittore veneziano Alessandro Marzo Magno che subito mette l'accento sul rapporto dialettico tra la Basilica di San Marco e la palladiana Chiesa di San Giorgio Maggiore. Attraversiamo San Giorgio Maggiore  fino a raggiungere la darsena sul lato orientale passando per il chiostro anch'esso disegnato da Andrea Palladio.  Alessandro Marzo Magno ricorda la celebre tela dipinta per il monastero da Paolo Veronese: "Le Nozze di Cana" oggi al Louvre, ma riprodotta fedelmente nel refettorio, ed alcuni eventi salienti che si qui sono svolti come l'elezione del Papa Pio VII nel 1800. Una grande attenzione è anche rivolta alla contemporaneità di questo luogo, recuperato nel dopoguerra, dopo anni di abbandono, da Vittorio Cini imprenditore e politico.  A partire dagli anni cinquanta del XX secolo con la Fondazione  Giorgio Cini, San Giorgio Maggiore è divenuta protagonista delle vita della città di Venezia con molti eventi e corsi che vi si svolgono, come Homo Faber esposizione dedicata ai maestri del vetro o i corsi della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Di Alessandro Marzo Magno segnaliamo alcuni libri: Il ricettario di casa Svevo (La nave di Teseo 2018 ); L'alba dei libri. Come Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012), e per la storia di questi luoghi ricordiamo L'Isola e il Cenobio di San Giorgio Maggiore di Gino Damerini edito da Fondazione Giorgio Cini.  </description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=J9m6eaY2BLCYLo43pPpPlussOyf6QeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia raccontata da Alessandro Marzo Magno</itunes:title><itunes:summary>Le origini dell'Isola di San Giorgio Maggiore sono avvolte nella leggenda , una barca si sarebbe arenata e nel tempo si sarebbe formata l'Isola. Notizie più certe si hanno a partire dal 982 il Doge Memmo donò questi terreni ad un abate benedettino: Giovanni Morosini il quale vi fondò un convento ancora attivo. Sbarchiamo sull'Isola con lo scrittore veneziano Alessandro Marzo Magno che subito mette l'accento sul rapporto dialettico tra la Basilica di San Marco e la palladiana Chiesa di San Giorgio Maggiore. Attraversiamo San Giorgio Maggiore  fino a raggiungere la darsena sul lato orientale passando per il chiostro anch'esso disegnato da Andrea Palladio.  Alessandro Marzo Magno ricorda la celebre tela dipinta per il monastero da Paolo Veronese: "Le Nozze di Cana" oggi al Louvre, ma riprodotta fedelmente nel refettorio, ed alcuni eventi salienti che si qui sono svolti come l'elezione del Papa Pio VII nel 1800. Una grande attenzione è anche rivolta alla contemporaneità di questo luogo, recuperato nel dopoguerra, dopo anni di abbandono, da Vittorio Cini imprenditore e politico.  A partire dagli anni cinquanta del XX secolo con la Fondazione  Giorgio Cini, San Giorgio Maggiore è divenuta protagonista delle vita della città di Venezia con molti eventi e corsi che vi si svolgono, come Homo Faber esposizione dedicata ai maestri del vetro o i corsi della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. 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