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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Valle d'Aosta</title><description>I luoghi meravigliosi della Valle d'Aosta raccontati da scrittori, poeti, studiosi e artisti</description><pubDate>Thu, 06 Mar 2025 15:49:14 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/playlist/valledaosta</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2025/01/17/1737099660090_Valle%20dAosta-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Arte"/><itunes:category text="Cittaemonumenti"/><itunes:category text="Programmiradio"/><itunes:category text="Viaggi"/><item><title>Miniere di Cogne raccontate da Carlo Pestelli</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-e3de906d-350f-4925-9011-f0a693f14980</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2020 08:19:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2020/09/LE-MERAVIGLIE---Miniere-di-Cogne-raccontate-da-Carlo-Pestelli-e3de906d-350f-4925-9011-f0a693f14980.html</link><description>Con Carlo Pestelli  scopriamo sopra Cogne in Valle d'Aosta,  la storia del complesso di edifici di cui fanno parte  la miniera più recente "Costa del Pino" e  la miniera più antica "Colonna".  Tra le più alte d'Europa, con un susseguirsi di oltre 100 km di gallerie e impianti originali , le miniere di magnetite di Cogne ci portano sulle tracce di generazioni di minatori in un panorama mozzafiato dal Monte Bianco al Gran Paradiso.  Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Comincia presto a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. All' intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Nel 2009 presenta il suo lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota). Del 2013 il successivo Da quando conosco te che vince il premio Giacosa nel 2014. Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore, prefazione di Moni Ovadia). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=NfRLSAuGLwb335oLgEwusweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Miniere di Cogne raccontate da Carlo Pestelli</itunes:title><itunes:summary>Con Carlo Pestelli  scopriamo sopra Cogne in Valle d'Aosta,  la storia del complesso di edifici di cui fanno parte  la miniera più recente "Costa del Pino" e  la miniera più antica "Colonna".  Tra le più alte d'Europa, con un susseguirsi di oltre 100 km di gallerie e impianti originali , le miniere di magnetite di Cogne ci portano sulle tracce di generazioni di minatori in un panorama mozzafiato dal Monte Bianco al Gran Paradiso.  Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Comincia presto a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. 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Il maniero è la sintesi di diverse campagne costruttive succedutesi negli anni, dovute ai più importanti esponenti della casata degli Challant: essi lo arricchirono di eleganti decorazioni pittoriche e lo dotarono dell'imponente apparato difensivo. Le vicende che segnarono la storia della nobile famiglia, dopo le seconda metà del '400, condussero però il maniero a un lento degrado.  Il recupero del Castello si deve ad Alfredo d'Andrade, che lo acquistò nel 1895 e, dopo averne restaurato le parti più rovinate, lo donò allo Stato. Oggi il castello è di proprietà dell'Amministrazione regionale. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea  in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018).</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ayxfiBt1PWqk25rZorby0weeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Castello di Fenis in Valle d'Aosta raccontato da Carlo Tosco</itunes:title><itunes:summary>Con Carlo Tosco scopriamo uno dei luoghi simbolo tra i più noti della Valle d'Aosta: il Castello medievale di Fénis.  L'edificio unisce ai caratteri della fortificazione quelli della residenza signorile. 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Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. 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Le strutture difensive del forte erano state in realtà talmente efficaci che l'armata napoleonica aveva impiegato circa due settimane per superarle, riuscendovi infine solo con l'astuzia. Il forte era poi stato smantellato da Napoleone, per evitare, in futuro, ulteriori problemi. Dopo la sua ricostruzione in piena Restaurazione, alla fine dell'800, il forte cominciò a non essere più utile come baluardo militare anche perché cambiarono completamente le armi e le strategie di guerra e fu quindi utilizzato prima come prigione e poi come deposito di munizioni. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, fu acquisito dalla regione Valle d'Aosta nel 1990 e completamente rinnovato esattamente vent'anni fa, nel gennaio 2006. Oggi la maestosa e suggestiva fortezza posta a difesa e sbarramento della valle, è diventata un luogo aperto, volto alla promozione della cultura e delle tradizioni delle Alpi, con un centro museale all'avanguardia nel panorama internazionale dedicato alla montagna.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=2dmAUgraKYcVP57p6x65AAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Forte di Bard raccontato da Andrea Borgnino</itunes:title><itunes:summary>Con Andrea Borgnino andiamo in Val d'Aosta a visitare il forte di Bard uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento, rimasto pressoché intatto dal momento della sua ricostruzione voluta da Carlo Felice dopo che Napoleone lo aveva espugnato e distrutto nel maggio 1800. Le strutture difensive del forte erano state in realtà talmente efficaci che l'armata napoleonica aveva impiegato circa due settimane per superarle, riuscendovi infine solo con l'astuzia. 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