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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Marche</title><description>I luoghi meravigliosi delle Marche raccontati da scrittori, poeti, studiosi e artisti</description><pubDate>Thu, 06 Mar 2025 14:25:55 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/playlist/marche</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2024/12/06/1733478363312_marche-2048x2048%201.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Programmiradio"/><itunes:category text="Cittaemonumenti"/><itunes:category text="Arte"/><itunes:category text="Viaggi"/><item><title>Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona raccontata da Massimo Raffaeli </title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-118333b5-75c8-49db-9329-b2ffdf31b3a0</guid><pubDate>Thu, 30 Mar 2017 15:56:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2017/03/LE-MERAVIGLIE--Cattedrale-di-San-Ciriaco-ad-Ancona-raccontata-da-Massimo-Raffaeli-del-02042017-118333b5-75c8-49db-9329-b2ffdf31b3a0.html</link><description>Massimo Raffaeli inizia il suo racconto dal piazzale del Duomo di San Ciriaco che si affaccia sul mare Adriatico e sul porto di Ancona, con le sue banchine e le sue navi sempre in piena attività. Dall'alto del colle Guasco,  seppure di scorcio si può vedere sorgere e tramontare il sole, e proprio qui Luchino Visconti, nel 1943, girò alcune scene del suo film Ossessione riprendendo la Cattedrale e il dedalo di vicoli che a quel tempo dal piazzale scendevano fino al mare (e che, proprio qualche mese dopo, furono rasi al suolo da un bombardamento alleato). Oggi al posto dei vicoli c'è una strada panoramica circondata da una vegetazione foltissima, verde e rigogliosa che porta davanti all'ingresso di San Ciriaco. Esploriamo  poi la Cattedrale, capolavoro medievale di pietra bianca,  scoprendone la facciata, il campanile, la Cupola, la cripta dove sono conservate le spoglie del Santo patrono della città, e assaporandone il silenzio e la composta  ieraticità.  Compagni di viaggio della nostra guida sono le presenze storiche, letterarie e soprattutto poetiche evocate durante tutto il percorso.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=OUge2pPpPlusswlJymN7E6eAfLulweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona raccontata da Massimo Raffaeli </itunes:title><itunes:summary>Massimo Raffaeli inizia il suo racconto dal piazzale del Duomo di San Ciriaco che si affaccia sul mare Adriatico e sul porto di Ancona, con le sue banchine e le sue navi sempre in piena attività. Dall'alto del colle Guasco,  seppure di scorcio si può vedere sorgere e tramontare il sole, e proprio qui Luchino Visconti, nel 1943, girò alcune scene del suo film Ossessione riprendendo la Cattedrale e il dedalo di vicoli che a quel tempo dal piazzale scendevano fino al mare (e che, proprio qualche mese dopo, furono rasi al suolo da un bombardamento alleato). Oggi al posto dei vicoli c'è una strada panoramica circondata da una vegetazione foltissima, verde e rigogliosa che porta davanti all'ingresso di San Ciriaco. Esploriamo  poi la Cattedrale, capolavoro medievale di pietra bianca,  scoprendone la facciata, il campanile, la Cupola, la cripta dove sono conservate le spoglie del Santo patrono della città, e assaporandone il silenzio e la composta  ieraticità.  Compagni di viaggio della nostra guida sono le presenze storiche, letterarie e soprattutto poetiche evocate durante tutto il percorso.</itunes:summary><itunes:duration>00:30:04</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2023/07/14/1689333416668_Cattedrali_e_duomi-2048x2048%202.jpg</url></image></item><item><title>Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati raccontata da Massimo Raffaeli </title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-20fec07a-86c9-4169-a6b6-3bfd6d1c83f3</guid><pubDate>Fri, 28 Apr 2017 13:45:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2017/04/Napoli-Sotterranea-raccontata-da-Silvio-Perrella--Le-Meraviglie-del-23042017-20fec07a-86c9-4169-a6b6-3bfd6d1c83f3.html</link><description>Con Massimo Raffaeli scopriamo la biblioteca di Casa Leopardi a Recanati, vero e proprio santuario laico e meta di pellegrinaggio per chi si occupa di poesia, filosofia e letteratura. È anche il luogo ideale per chi è alla ricerca di un'alterità che, percorrendo queste sale perfettamente arredate e conservate, secondo Raffaeli ancora si respira: la biblioteca, infatti, così severa da poter sembrare gelida, ha visto passare tanta creatività e tali pensieri che ai visitatori di oggi possono suggerire la possibilità di un'esistenza diversa.   Com'è possibile vivere qui, in questo silenzio inviolabile, in uno spazio claustrofobico, e sprigionare tale energia artistica diventando il "campione del pensiero poetante"? E che vita si può condurre attraversando le infinite pagine di questi libri?  Sono alcune delle domande che affiorano in questa visita dentro le stanze in cui Giacomo Leopardi crebbe e si formò in maniera eroica, solo, con l'unica compagnia dei migliaia di volumi collezionati da suo padre Monaldo, instancabile bibliofilo.  Oggi la Biblioteca – che Monaldo aprì al pubblico nel 1812 – è l'unica parte visitabile di Palazzo Leopardi, residenza privata degli eredi di Giacomo.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=Yo0RpHM47mAeeqqEEqual"/><itunes:title>Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati raccontata da Massimo Raffaeli </itunes:title><itunes:summary>Con Massimo Raffaeli scopriamo la biblioteca di Casa Leopardi a Recanati, vero e proprio santuario laico e meta di pellegrinaggio per chi si occupa di poesia, filosofia e letteratura. 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E che vita si può condurre attraversando le infinite pagine di questi libri?  Sono alcune delle domande che affiorano in questa visita dentro le stanze in cui Giacomo Leopardi crebbe e si formò in maniera eroica, solo, con l'unica compagnia dei migliaia di volumi collezionati da suo padre Monaldo, instancabile bibliofilo.  Oggi la Biblioteca – che Monaldo aprì al pubblico nel 1812 – è l'unica parte visitabile di Palazzo Leopardi, residenza privata degli eredi di Giacomo.</itunes:summary><itunes:duration>00:30:59</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2023/07/03/1688382348996_Biblioteche%20e%20archivi-2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Casa Museo di Osvaldo Licini raccontata da Massimo Raffaeli</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-1b15af20-7895-49d6-befe-fc30f7d25053</guid><pubDate>Thu, 26 Oct 2017 18:09:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2017/10/LE-MERAVIGLIE-Casa-Museo-di-Osvaldo-Licini-a-Monte-Vidon-Corrado-raccontata-da-Massimo-Raffaeli-del-29102017-1b15af20-7895-49d6-befe-fc30f7d25053.html</link><description>Siamo a Monte Vidon Corrado, nella provincia di Fermo, di fronte ai Monti Sibillini, dove ci sono ben tre luoghi legati alla figura di Osvaldo Licini (1894-1958). Uno dei più originali pittori del 900 visse infatti in questo piccolo borgo marchigiano di 600 anime quasi tutta la sua vita e la sua esperienza artistica, come testimoniano la sede del Centro studi Osvaldo Licini, il Palazzo Municipale che Licini frequentò come Sindaco per due legislature nel secondo dopoguerra e la casa natale di Licini stesso, oggi Casa Museo restaurata e aperta al pubblico dal 2013. Con Massimo Raffaeli visitiamo la Casa Museo, percorrendo le diverse stanze e assorbendo l'atmosfera magica di questo luogo che colpisce per la sua normalità,  in totale assenza di pretese esteriori. Secondo Raffaeli, che ammira Licini anche come scrittore di racconti e versi, questa casa è come uno scrigno che conserva e protegge la vita e le opere del pittore, riflettendone la semplice bellezza in un cortocircuito fulmineo e poetico.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=44YyrjxhyAy8TssSlashWQ7Rg7lQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Casa Museo di Osvaldo Licini raccontata da Massimo Raffaeli</itunes:title><itunes:summary>Siamo a Monte Vidon Corrado, nella provincia di Fermo, di fronte ai Monti Sibillini, dove ci sono ben tre luoghi legati alla figura di Osvaldo Licini (1894-1958). 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Tra suggestioni letterarie, ricordi personali e di poeti che vennero proprio qui in pellegrinaggio sulle orme del grande poeta recanatese, scopriamo un luogo semplice ed essenziale, affacciato sui Monti Sibillini che solo apparentemente non contiene esplicite tracce leopardiane, pur essendo uno dei luoghi più legati alla sua poetica giovanile. Massimo Raffaeli ci porta in uno dei simboli della città di Bologna: lo stadio. Tra storia, storie e ricordi personali, il Dall'Ara è ancora oggi un luogo ricco di fascino e di suggestioni non solo per chi ama il calcio.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=vW1F1IHsTOcYK7Lk0lra0geeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Colle dell'Infinito a Recanati raccontato da Massimo Raffaeli </itunes:title><itunes:summary>Con Massimo Raffeli andiamo a Recanati e percorriamo il giardino che oggi sorge accanto al Centro Studi Leopardiani e al Palazzo Leopardi, dove seguendo un piccolo sentiero che lo attraversa tra fiori, alberi e piante, si giunge al punto in cui probabilmente Giacomo Leopardi  si trovò nel settembre 1819, esattamente duecento anni fa, a comporre uno dei suoi idilli più celebri: l'Infinito.  Tra suggestioni letterarie, ricordi personali e di poeti che vennero proprio qui in pellegrinaggio sulle orme del grande poeta recanatese, scopriamo un luogo semplice ed essenziale, affacciato sui Monti Sibillini che solo apparentemente non contiene esplicite tracce leopardiane, pur essendo uno dei luoghi più legati alla sua poetica giovanile. Massimo Raffaeli ci porta in uno dei simboli della città di Bologna: lo stadio. 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Attraverso testimonianze poetiche e letterarie scopriamo  uno dei luoghi più belli della città: il campo degli ebrei è uno spazio vasto, aperto, ricoperto da un prato verde, affacciato sul mare.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=J3PKpe6PYUxBBWiz5uVUsQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Campo ebraico ad Ancona raccontato da Massimo Raffaeli</itunes:title><itunes:summary>Con Massimo Raffaeli visitiamo l'antico cimitero ebraico della città di Ancona che ospita le tombe di una delle comunità ebraiche più antiche d'Italia. 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Si tratta di un edificio di pietra d'Istria progettato e costruito nel 1733 dall'architetto Luigi Vanvitelli, su un'isola artificiale all'interno del Porto di Ancona. In passato il Lazzaretto fu adoperato come: lazzaretto di sanità pubblica, fortificazione a difesa del porto, deposito per le merci, protezione del porto dall'azione delle onde. Affascinante per la sua forma geometrica con 5 lati,  oggi, la Mole  è uno spazio polifunzionale che  viene usato per ospitare mostre ed altri eventi culturali; una parte di essa è destinata ad accogliere il Museo Tattile Omero.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=yQ7hA8TCH5M0xeHjEaNg9AeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Lazzaretto di Ancona raccontato da Massimo Raffaeli</itunes:title><itunes:summary>Siamo ad Ancona e con Massimo Raffaeli scopriamo il lazzaretto, oggi noto come Mole Vanvitelliana. 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Nata nel 2000 con la finalità di conservare e potenziare la biblioteca di Carlo Bo (1911- 2001) e favorire lo studio delle letterature e culture moderne e contemporanee,  la Fondazione ospita l'intero patrimonio librario appartenuto a Bo e donato all'Università di Urbino, oltre cinquantamila titoli, e promuove varie iniziative culturali. E' un luogo davvero meraviglioso dove si fondono la bellezza della natura, del sapere e dell'architettura, a due passi dal Palazzo Ducale, nel cuore di una delle città universitarie più belle d'Europa.    Massimo Raffaeli, critico letterario, scrive per "il manifesto", "Il Venerdì di Repubblica" e collabora alle trasmissioni di Radio 3 Rai e della Radio Svizzera italiana. Ha curato l'edizione di autori italiani (fra cui Alberto Savinio, Primo Levi, Carlo Cassola, Mario Soldati) e ha tradotto autori della moderna letteratura francese, da Antonin Artaud, Jean Genet, Louis-Ferdinand Céline a René Crevel e Tony Duvert. Parte della sua produzione è raccolta in diversi volumi, fra cui da ultimo L'amore primordiale. Scritti sui poeti (Gaffi 2016) e  Marca francese (Vydia 2019). Nel 2021 Gli è stato assegnato il premio "Giorgio Orelli" per la filologia.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=YPfvW26HKSmA7zv0Bym3cgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Fondazione Bo in Palazzo Passionei Paciotti ad Urbino raccontato da Massimo Raffaeli</itunes:title><itunes:summary>Siamo nel centro storico di Urbino con Massimo Raffaeli dove scopriamo la Fondazione Carlo e Marise Bo per la Letteratura Europea Moderna e Contemporanea che ha sede nel Palazzo cinquecentesco Passionei Paciotti. Nata nel 2000 con la finalità di conservare e potenziare la biblioteca di Carlo Bo (1911- 2001) e favorire lo studio delle letterature e culture moderne e contemporanee,  la Fondazione ospita l'intero patrimonio librario appartenuto a Bo e donato all'Università di Urbino, oltre cinquantamila titoli, e promuove varie iniziative culturali. E' un luogo davvero meraviglioso dove si fondono la bellezza della natura, del sapere e dell'architettura, a due passi dal Palazzo Ducale, nel cuore di una delle città universitarie più belle d'Europa.    Massimo Raffaeli, critico letterario, scrive per "il manifesto", "Il Venerdì di Repubblica" e collabora alle trasmissioni di Radio 3 Rai e della Radio Svizzera italiana. Ha curato l'edizione di autori italiani (fra cui Alberto Savinio, Primo Levi, Carlo Cassola, Mario Soldati) e ha tradotto autori della moderna letteratura francese, da Antonin Artaud, Jean Genet, Louis-Ferdinand Céline a René Crevel e Tony Duvert. Parte della sua produzione è raccolta in diversi volumi, fra cui da ultimo L'amore primordiale. Scritti sui poeti (Gaffi 2016) e  Marca francese (Vydia 2019). Nel 2021 Gli è stato assegnato il premio "Giorgio Orelli" per la filologia.</itunes:summary><itunes:duration>00:30:08</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2023/07/03/1688382348996_Biblioteche%20e%20archivi-2048x2048.jpg</url></image></item><item><title>Duomo di Urbino raccontato da Silvia Cuppini</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-f1db2161-afa1-4218-9932-84f31d873bc6</guid><pubDate>Fri, 26 Nov 2021 08:17:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2021/11/LE-MERAVIGLIE---In-cammino-per-lItalia-f1db2161-afa1-4218-9932-84f31d873bc6.html</link><description>Entrando in questa chiesa - il Duomo di Urbino - ci si sente bene perché c'è una coerenza di racconto, di decorazioni, c'è un qualcosa che è stato pensato che- anche se non sappiamo la storia di ciascuna pala, dipinto o arredo - ci fa sentire  circondati da un'armonia che ci porta dentro la storia dell'umanità e ci fa percorrere il pellegrinaggio del fedele, tappa dopo tappa,  verso il regno del cielo. Questa regia architettonica e artistica che rende questa chiesa così unica fu opera dell'Arcivescovo Alessandro Angeloni che tra il 1855 e il 1859 progettò con il Valadier il Duomo e ne realizzò il percorso simbolico al suo interno. Con la storica dell'arte,  Silvia Cuppini, scopriamo uno dei pilastri della memoria e dell'identità cittadina a pochi passi dal Palazzo Ducale. Silvia Cuppini, docente di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Urbino "Carlo Bo", ha "usato" lo sguardo contemporaneo per interpretare il mondo delle immagini e per comunicarle anche attraverso progetti di allestimento di musei e mostre, fra queste: Roma, Chiostro del Bramante 2012, Gli Orientalisti; 2014 Alma Tadema; 2016 I Macchiaioli e James Tissot.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=oi0DBENtr8OlygmHHnLqXQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Duomo di Urbino raccontato da Silvia Cuppini</itunes:title><itunes:summary>Entrando in questa chiesa - il Duomo di Urbino - ci si sente bene perché c'è una coerenza di racconto, di decorazioni, c'è un qualcosa che è stato pensato che- anche se non sappiamo la storia di ciascuna pala, dipinto o arredo - ci fa sentire  circondati da un'armonia che ci porta dentro la storia dell'umanità e ci fa percorrere il pellegrinaggio del fedele, tappa dopo tappa,  verso il regno del cielo. Questa regia architettonica e artistica che rende questa chiesa così unica fu opera dell'Arcivescovo Alessandro Angeloni che tra il 1855 e il 1859 progettò con il Valadier il Duomo e ne realizzò il percorso simbolico al suo interno. Con la storica dell'arte,  Silvia Cuppini, scopriamo uno dei pilastri della memoria e dell'identità cittadina a pochi passi dal Palazzo Ducale. Silvia Cuppini, docente di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Urbino "Carlo Bo", ha "usato" lo sguardo contemporaneo per interpretare il mondo delle immagini e per comunicarle anche attraverso progetti di allestimento di musei e mostre, fra queste: Roma, Chiostro del Bramante 2012, Gli Orientalisti; 2014 Alma Tadema; 2016 I Macchiaioli e James Tissot.</itunes:summary><itunes:duration>00:29:45</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2023/07/21/1689933173206_Cattedrali_e_duomi-2048x2048%203.jpg</url></image></item><item><title>Casa Mario Dondero a Fermo raccontata da Massimo Raffaeli </title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-d20a6a2a-7b3a-4278-aa04-49608e4e7bd4</guid><pubDate>Sat, 17 May 2025 10:50:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/05/Le-meraviglie-del-17052025-d20a6a2a-7b3a-4278-aa04-49608e4e7bd4.html</link><description>Con Massimo Raffaeli siamo in Vicolo Zara 6 a Fermo nella casa dove abitò una delle leggende del fotogiornalismo italiano: Mario Dondero. Questa piccola casa gli somiglia molto perché è semplice ma accogliente e piena di vita vissuta intensamente sia nel lavoro, sia nelle relazioni umane: le pareti sono ricoperte di foto sue e di quelle che più amava scattate da altri, quadri di autori amici, manifesti di mostre, libri, testimonianze significative anche più intime e familiari. Mentre parte dell' archivio Dondero è oggi conservato presso la fototeca di Altidona, questa casa è stata scelta dal FAI come luogo di interesse culturale nel dicembre 2024 e presto sarà aperta al pubblico come Casa Museo.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=WZLMtBo3iv9cSlbjsKpPpPluss4MQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Casa Mario Dondero a Fermo raccontata da Massimo Raffaeli </itunes:title><itunes:summary>Con Massimo Raffaeli siamo in Vicolo Zara 6 a Fermo nella casa dove abitò una delle leggende del fotogiornalismo italiano: Mario Dondero. 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