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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>La primavera della poesia</title><description>L'antichista e filologo Maurizio Bettini, compie un viaggio attraverso la poesia antica, greca e latina. Dal fenomeno della poesia orale fino alla composizione del poema nazionale romano, l'Eneide, per raccontare ad ogni tappa un diverso modo di fare poesia e una diversa funzione di quest'arte dalle risorse inesauribili. Se è vero che, come scrivevano Auden e Garrett, "la poesia usa le stesse parole della prosa, solo che sta alla prosa come l'algebra sta all'aritmetica". Montaggio e scelte musicali di Nicola Pedone</description><pubDate>Wed, 13 Oct 2021 11:18:47 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/playlist/laprimaveradellapoesia</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2021/03/12/1615548528170_ESPOESIA_02%20copia.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Serieaudio"/><itunes:category text="Poesia"/><itunes:category text="Librieletteratura"/><itunes:category text="Libri e letteratura"/><item><title>La voce e la memoria</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-6cae9542-2f0a-4938-9e3a-56880812e0bd</guid><pubDate>Wed, 10 Mar 2021 09:23:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2021/03/La-primavera-della-poesia-La-voce-e-la-memoria-6cae9542-2f0a-4938-9e3a-56880812e0bd.html</link><description>Alle spalle dei grandi poemi omerici c'è una tradizione di poesia orale tramandata da anonimi aedi. Da questi primordi di pura oralità parte il viaggio di Maurizio Bettini nella poesia classica, quando nulla ancora era stato scritto e la viva voce del poeta cantore, sorretta solo da formule e schemi ritmici, dipanava in lunghi poemi le gesta di eroi leggendari.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=wDfJhK51kmk5vUUW3Xda9AeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>La voce e la memoria</itunes:title><itunes:summary>Alle spalle dei grandi poemi omerici c'è una tradizione di poesia orale tramandata da anonimi aedi. 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Questo vale, ci ricorda Maurizio Bettini, in particolare per la poesia classica, soggetta ad aspetti della lingua a noi oggi estranei, come l'altezza e la durata delle sillabe. Non per nulla in latino la stessa parola carmen poteva designare una melodia cantata, una poesia, una musica strumentale o il canto degli uccelli.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=lssSlash2wxUoHFYHrgZRdEdTcJQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Il poeta è un equilibrista</itunes:title><itunes:summary>Il poeta, secondo un'immagine di Paul Valéry, è un equilibrista che danza sopra una corda tesa, un funambolo che deve tenere a bada diverse dimensioni espressive: i contenuti da comunicare e le regole del fare poesia. Questo vale, ci ricorda Maurizio Bettini, in particolare per la poesia classica, soggetta ad aspetti della lingua a noi oggi estranei, come l'altezza e la durata delle sillabe. 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Tre sono i temi intorno ai quali ruotano le vicende del poema: l'onore (timé) cui i capi greci tengono moltissimo e che temono possa essere sminuito o perduto; la gloria (kléos) che significa tanto brama della vittoria in battaglia quanto desiderio di una morte gloriosa e "bella", e infine l'àisa, parola che designa tanto il bottino di guerra, quanto la porzione di destino assegnata a ciascuno di noi.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=oeOrkkEsbzAkWMNsNxwlAweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>La guerra, l'onore e la gloria</itunes:title><itunes:summary>L'Iliade è il primo grande testo poetico della tradizione occidentale. 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Nel centro c'è la narrazione che lo stesso Odisseo fa delle proprie avventure alla corte dei Feaci, dunque già nella dimensione del racconto e dell'evocazione.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=xcZsAJcJasX0pPpPluss1Z5UJKlhweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Viaggi e creature fantastiche </itunes:title><itunes:summary>Non più la piana insanguinata di Troia ma il mare incantato dell'Odissea è lo scenario della quarta stazione di Maurizio Bettini, che mette qui in risalto la struttura "a tenaglia" del poema: i primi quattro libri narrano il viaggio di Telemaco alla ricerca del padre Odisseo, gli ultimi il ritorno dell'eroe a Itaca, l'incontro con Penelope e tutto ciò che ne consegue. 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La quale nasce e si svolge sotto il segno di Dioniso, un dio che "viene da fuori", che può dare la follia e che, pur presente fin dai tempi remoti, conserva sempre caratteri di alterità e di estraneità. La razionalità dei greci aveva bisogno di un dio folle per mettere in scena la tragedia.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=V2w8D3fpo7Aau3UmIRihvQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Il palcoscenico di Dioniso</itunes:title><itunes:summary>Nella forma del ditirambo, la poesia "sale" sul palcoscenico e, secondo una delle ipotesi più accreditate, dà origine alla tragedia. La quale nasce e si svolge sotto il segno di Dioniso, un dio che "viene da fuori", che può dare la follia e che, pur presente fin dai tempi remoti, conserva sempre caratteri di alterità e di estraneità. 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Fino a Messiaen, per il quale il canto degli uccelli è la scaturigine stessa del suo comporre musica.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=6HMVNW9g8fect8EssSlashEiF2IgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Canti di uccelli e versi di poeti</itunes:title><itunes:summary>Il paesaggio sonoro degli antichi era ovviamente assai diverso dal nostro e per loro era molto più facile ascoltare il canto degli uccelli, da sempre fonte di ispirazione per musicisti e poeti. Se Plinio il Vecchio sottolinea l'analogia tra il versus del poeta e quello degli uccelli, Alcmane, molto prima di lui, confessa di aver "composto in linguaggio la voce delle pernici". 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Perché i veri autori degli enigmi sono gli dèi, i detentori del nostro destino, e un dio, come ricorda Eraclito, "non dice né nasconde, ma significa".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=WH971R2kCx9kkLrpJMA3fgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Oracoli ed enigmi </itunes:title><itunes:summary>Lungi dall'essere un innocente passatempo, l'enigma aveva presso gli antichi un che di terribile e la sua soluzione, come insegna il mito della Sfinge, era questione di vita o di morte. 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Ciò che il grande linguista Saussure, proprio studiando la poesia arcaica dei Romani, chiamerà "armonia fonica".</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=yF7VTf6GcWd9tssSlashVn6df3PweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>A Roma, l'armonia fonica</itunes:title><itunes:summary>Nel III secolo a. C. i Romani innestano la poesia greca nel ceppo della loro poesia tradizionale. Livio Andronico traduce l'Odissea impiegando il verso saturnio. Ma ciò che continua a contraddistinguere la poesia arcaica dei Romani è il gusto peculiare per i suoni e i giochi con i suoni. 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In equilibrio tra la dottrina dello studioso e la leggerezza del poeta, Bettini si sofferma in questa penultima stazione su uno dei poeti più grandi, non solo dell'antica Roma.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=srbI05njSpPpPlussZpPpPlussx1cnVeU8xgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>Giovani dotti e innamorati</itunes:title><itunes:summary>Nella poesia Gli eruditi il grande poeta irlandese W. B. Yates si prende gioco degli studiosi, "venerande teste calve", che passano la vita curvi sulle loro carte e che "fino al giorno del giudizio tossiranno nell'inchiostro". Che cosa direbbe, si chiede Yates, il loro Catullo se un giorno passasse di là? 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È un poema epico che deve innanzitutto celebrare la grandezza e la gloria di Roma, ma lo fa a partire da un eroe atipico, profugo e fuggiasco, che porta sulle spalle un passato vecchio e pesante, il padre Anchise, e tiene per mano un futuro fragile e incerto, il figlioletto Ascanio. Sono forse le contraddizioni di Enea, si chiede Maurizio Bettini in questa ultima tappa, a rendere il poema così attuale?</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=fbm2Qka5gszIPtGYz8M81weeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>L'enciclopedia culturale dei Romani</itunes:title><itunes:summary>L'Eneide è un poema che non si è mai smesso di leggere e di tradurre, anche in lingue lontane come il cinese e il giapponese. Senza l'Eneide non ci sarebbe la Commedia dantesca e tanto altro ancora. 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