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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Grazia Deledda</title><description>«Piccola di statura, con la testa piuttosto grossa, mani e piedi minuscoli (con tutte le caratteristiche fisiche sedentarie delle donne della sua razza, forse d'origine libica, con lo stesso profilo un po' camuso), i denti selvaggi e il labbro superiore molto allungato; aveva (però) una carnagione bianca e vellutata, bellissimi capelli neri lievemente ondulati e gli occhi grandi, a mandorla, di un nero dorato e a volte verdognolo, con la grande pupilla appunto delle donne di razza camitica, che un poeta latino chiamò "doppia pupilla", di un fascino passionale, irresistibile». Florinda Fiamma racconta la vita di Grazia Deledda.</description><pubDate>Wed, 11 Sep 2024 15:34:30 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/playlist/graziadeledda</link><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2024/07/23/1721734797874_Gettoni%20di%20letteratura-2048x2048.jpg</url></image><itunes:author>RaiPlaySound</itunes:author><language>it-it</language><itunes:owner><itunes:email>timedum@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:category text="Letteratura italiana"/><itunes:category text="Librieletteratura"/><itunes:category text="Libri e letteratura"/><itunes:category text="Personaggi"/><itunes:category text="Serieaudio"/><itunes:category text="Biografico"/><item><title>1. Cosima</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-83226fe2-c2fe-4fec-85cd-af4e3e26948e</guid><pubDate>Thu, 23 Sep 2021 12:23:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2021/09/Gettoni-di-letteratura-Grazia-Deledda-83226fe2-c2fe-4fec-85cd-af4e3e26948e.html</link><description>«Piccola di statura, con la testa piuttosto grossa, mani e piedi minuscoli (con tutte le caratteristiche fisiche sedentarie delle donne della sua razza, forse d'origine libica, con lo stesso profilo un po' camuso), i denti selvaggi e il labbro superiore molto allungato); aveva (però) una carnagione bianca e vellutata, bellissimi capelli neri lievemente ondulati e gli occhi grandi, a mandorla, di un nero dorato e a volte verdognolo, con la grande pupilla appunto delle donne di razza camitica, che un poeta latino chiamò "doppia pupilla", di un fascino passionale, irresistibile».</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=RsdkFWpPpPlusspvcslEYjY7kcPMQeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>1. Cosima</itunes:title><itunes:summary>«Piccola di statura, con la testa piuttosto grossa, mani e piedi minuscoli (con tutte le caratteristiche fisiche sedentarie delle donne della sua razza, forse d'origine libica, con lo stesso profilo un po' camuso), i denti selvaggi e il labbro superiore molto allungato); aveva (però) una carnagione bianca e vellutata, bellissimi capelli neri lievemente ondulati e gli occhi grandi, a mandorla, di un nero dorato e a volte verdognolo, con la grande pupilla appunto delle donne di razza camitica, che un poeta latino chiamò "doppia pupilla", di un fascino passionale, irresistibile».</itunes:summary><itunes:duration>00:05:26</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2021/09/23/1632391881745_Gettoni_GraziaDeledda_01.png</url></image></item><item><title>2. La prima volta che ho visto il mare</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-9562ae00-61c8-43bf-84d2-800974f9ccfa</guid><pubDate>Thu, 23 Sep 2021 12:29:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2021/09/RaiTv-Media-Audio-Item-9562ae00-61c8-43bf-84d2-800974f9ccfa.html</link><description>«Quel giorno Cosima imparò più cose che in dieci lezioni del professore di belle lettere. Imparò a distinguere la foglia dentellata della quercia da quella lanceolata del leccio, e il fiore aromatico del tasso barbasso da quello del vilucchio. E da un castello di macigni sopra i quali volteggiavano i falchi che parevano attirati dal sole come le farfalle notturne dalle lampade, vide una grande spada luccicante messa ai piedi di una scogliera, come in segno che l'isola era stata tagliata dal continente e tale doveva restare per l'eternità. Era il mare che Cosima vedeva per la prima volta»</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ySWkGsIWE6J32bdYssSlashYgfNgeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>2. La prima volta che ho visto il mare</itunes:title><itunes:summary>«Quel giorno Cosima imparò più cose che in dieci lezioni del professore di belle lettere. Imparò a distinguere la foglia dentellata della quercia da quella lanceolata del leccio, e il fiore aromatico del tasso barbasso da quello del vilucchio. E da un castello di macigni sopra i quali volteggiavano i falchi che parevano attirati dal sole come le farfalle notturne dalle lampade, vide una grande spada luccicante messa ai piedi di una scogliera, come in segno che l'isola era stata tagliata dal continente e tale doveva restare per l'eternità. 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Chi non ha sentito ragioni è stata la cornacchia, la ladruncola e affezionata compagna della scrittrice. Uccello sfuggente e dispettoso, a farlo posare davanti all'obiettivo non sono valsi né i richiami della Deledda né la terribile minaccia della scopa. È il solo abitante di questa casa che non sia stato toccato dall'affare del premio Nobel.</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=T0GQoqbyFiPUuHezsTsdiAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>5. Premio Nobel</itunes:title><itunes:summary>L'ordigno piantato sulle grosse zampe del cavalletto, con quell'occhione sornione fisso sulla soglia della sua casa come a violarne il segreto, da principio l'ha spaventata: «Anche questo mi tocca fare?». Ma poi s'è rassegnata. E con quella sua cara semplicità e sicurezza di donna che sa sempre il fatto suo, s'è mossa per il vialetto del suo giardino fiorito di crisantemi, verso la macchina come verso un nemico che non si può evitare. Chi non ha sentito ragioni è stata la cornacchia, la ladruncola e affezionata compagna della scrittrice. Uccello sfuggente e dispettoso, a farlo posare davanti all'obiettivo non sono valsi né i richiami della Deledda né la terribile minaccia della scopa. È il solo abitante di questa casa che non sia stato toccato dall'affare del premio Nobel.</itunes:summary><itunes:duration>00:05:27</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2021/09/23/1632392964357_Gettoni_GraziaDeledda_05.png</url></image></item><item><title>3. Cenere</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-dbe519db-4ee2-4bbb-960f-c99796895611</guid><pubDate>Thu, 23 Sep 2021 12:35:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2021/09/Gettoni-di-letteratura-Grazia-Deledda-dbe519db-4ee2-4bbb-960f-c99796895611.html</link><description>«Cadeva la notte di san Giovanni. Olì uscì dalla cantoniera biancheggiante sull'orlo dello stradale che da Nuoro conduce a Mamojada, e s'avviò pei campi. Era una ragazza quindicenne, alta e bella, con due grandi occhi felini, glauchi e un po' obliqui, e la bocca voluttuosa il cui labbro inferiore, spaccato nel mezzo, pareva composto da due ciliegie. Dalla cuffietta rossa, legata sotto il mento sporgente, uscivano due bende di lucidi capelli neri attortigliati intorno alle orecchie: questa acconciatura ed il costume pittoresco, dalla sottana rossa e il corsettino di broccato che sosteneva il seno con due punte ricurve, davano alla fanciulla una grazia orientale. Fra le dita cerchiate di anellini di metallo, Olì recava strisce di scarlatto e nastri coi quali voleva segnare i fiori di san Giovanni, cioè i cespugli di verbasco, di timo e d'asfodelo da cogliere l'indomani all'alba per farne medicinali ed amuleti».</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=PxDbebpKQVpH7O0axAiHOweeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>3. Cenere</itunes:title><itunes:summary>«Cadeva la notte di san Giovanni. Olì uscì dalla cantoniera biancheggiante sull'orlo dello stradale che da Nuoro conduce a Mamojada, e s'avviò pei campi. Era una ragazza quindicenne, alta e bella, con due grandi occhi felini, glauchi e un po' obliqui, e la bocca voluttuosa il cui labbro inferiore, spaccato nel mezzo, pareva composto da due ciliegie. Dalla cuffietta rossa, legata sotto il mento sporgente, uscivano due bende di lucidi capelli neri attortigliati intorno alle orecchie: questa acconciatura ed il costume pittoresco, dalla sottana rossa e il corsettino di broccato che sosteneva il seno con due punte ricurve, davano alla fanciulla una grazia orientale. Fra le dita cerchiate di anellini di metallo, Olì recava strisce di scarlatto e nastri coi quali voleva segnare i fiori di san Giovanni, cioè i cespugli di verbasco, di timo e d'asfodelo da cogliere l'indomani all'alba per farne medicinali ed amuleti».</itunes:summary><itunes:duration>00:05:04</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2021/09/23/1632393195844_Gettoni_GraziaDeledda_03.png</url></image></item><item><title>4. "Suo marito" e Pirandello</title><guid>timendum-raiplaysound-ContentItem-baf9e47a-3506-41e0-8d6e-9015fb3cecad</guid><pubDate>Thu, 23 Sep 2021 12:39:00 -0000</pubDate><link>https://www.raiplaysound.it/audio/2021/09/Gettoni-di-letteratura-Grazia-Deledda-baf9e47a-3506-41e0-8d6e-9015fb3cecad.html</link><description>«Il marito di Grazia Deledda venne a raggiungerci poco dopo e s'improvvisò, seduta stante, un picnic all'Acqua Acetosa. Ci si strinse in una carrozza o due, non mi ricordo. Il marito della romanziera, che qualcuno chiamava irriverentemente Grazio Deledda, aveva preso posto sul sedile e il suo vestito, gonfio di due bottiglie d'eccellente vino dei suo paese, infastidiva molto il nostro vetturino».</description><enclosure type="audio/mpeg" url="https://mediapolisvod.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=ZTzHdhc7refgda9n2M5nmAeeqqEEqualeeqqEEqual"/><itunes:title>4. "Suo marito" e Pirandello</itunes:title><itunes:summary>«Il marito di Grazia Deledda venne a raggiungerci poco dopo e s'improvvisò, seduta stante, un picnic all'Acqua Acetosa. Ci si strinse in una carrozza o due, non mi ricordo. Il marito della romanziera, che qualcuno chiamava irriverentemente Grazio Deledda, aveva preso posto sul sedile e il suo vestito, gonfio di due bottiglie d'eccellente vino dei suo paese, infastidiva molto il nostro vetturino».</itunes:summary><itunes:duration>00:05:33</itunes:duration><image><url>https://www.raiplaysound.it/dl/img/2021/09/24/1632476652353_Gettoni_GraziaDeledda_04.png</url></image></item></channel></rss>